AVVISO
IL blog “POESIA E MOLTINPOESIA” si è trasferito nel nuovo sito di “POLISCRITTURE”

 Cari lettori e care lettrici,
il lavoro di documentazione e riflessione sulla poesia e sulla critica della poesia svolto finora in questo blog e nel precedente (“Moltinpoesia” (2010-2013)) continua, ma avverrà in più stretto rapporto con i redattori del nuovo sito di «Poliscritture» appena inaugurato.  Vi do appuntamento, perciò, nella rubrica “Zibaldone/Poesia e Moltinpoesia” dove saranno ospitati i prossimi testi di poesia e di critica. Spero che il nuovo habitat in cui verrete a trovarvi vi piaccia e stimoli di più il confronto  tra i saperi poetici e gli altri (storia, filosofia, politica, scienze, arte, ecc.) che sono  al centro dell’attenzione di «Poliscritture» fin dalla fondazione nel 2004 del sito/rivista. Un caro saluto
Ennio Abate
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PER VISITARE “Zibaldone/Poesia e Moltinpoesia” E COMMENTARE, CLICCATE QUI. PER OGNI ALTRO TIPO DI COMUNICAZIONE, SCRIVERE A: poliscritture@gmail.com o a ennioabate@alice.it

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Giuseppina Di Leo
raccomandazioni per la famiglia

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Foto di Giuseppina di Leo

31.12.013 – h.: 21,05
Proviamo a sparigliare un pensiero
di un concetto ribaltiamone insieme senso e logica
del dubbio proviamo certezza, quantunque viceversa
all’incrocio troveremo il sentiero. Continua a leggere

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Anna Ciufo
Da “Il nettare e la musa”

Ciufo
Anna Ciufo , dall’antologia “Il nettare e la musa” AA.VV. perVersi editore

EXUVIA

Divenimmo presto schiavi
quando una foglia fu eletta argine d’impudicizia.
Avvertimmo la pelle limite frustrante, guaina di ferro,
e in essa un corpo da comprimere.
Mutare, allora, fu salvezza: gonfiarsi dimenarsi,
spaccare il velo, abbandonarlo infine.

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Lucio Mayoor Tosi
Due poesie senza titolo

calice

 

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Dolore di pioggia nel sole, sentenzia il chirurgo scendendo dalla bicicletta. Sono tempi difficili questi, sai quelle vaschette di plastica nere dove puoi spezzettare con grazia l’hamburger di maiale, oppure quei due rapanelli made in Italy al pepe Muntok? Ecco, son quelli che ti stanno fregando. Non sembra ma è così. Togliti dal televisivo novecentesco, dal modaiolo européen! Smetterà di piovere e potrai sdraiarti dentro di te come facevano migliaia di anni fa i tuoi giovani antenati.  E bada che anche questa poesia non si stia mettendo in posa: io e te, medico e paziente nell’anno 2014 di fianco alla bicicletta, tu che piangi e io che ti consolo parlandoti apertamente del cancro fascista della nuova sinistra.  Dentro le case c’è solitudine, è dolore di pioggia, sale alle tempie e non sai che pensare, proprio adesso che rischi di  morire per scadenza, povero, come quando finisce un concertino cretino (una domenica fuori dallo stadium, l’aeroporto di là dai tetti e giusto una nuvola). Sbadatamente.  Continua a leggere

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SEGNALAZIONE
“Boris Pasternak 30 poesie”
tradotte da Paolo Statuti

Paster4Boris Pasternak, 30 poesie, Traduzione e nota biobibliografica di Paolo Statuti. Prefazione di Claudia Scandura, CFR 2014

Autore di primo piano nella letteratura del ‘900, anche se la sua fortuna letteraria e il suo successo è dovuto a una serie di eventi fortunati che ruotano intorno alla sua maggiore opera (il noto romanzo Il dottor Živago – in russo: До́ктор Жива́го pubblicato per la prima volta il Italia nel 1957 e dal quale fu tratto nel 1965 anche un celebre film diretto da David Lean). Continua a leggere

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Antonio Sagredo
Poesie giovanili

MASCHERA 3

Figure e maschere

Di metallo etrusco era tutto il cielo
e l’orizzonte colmo di un vento romano scabro.
Donava la terra ai volti parvenze d’oro,
fulvo era il cuore del sole ferito dal ramarro.
Radici di miele e sciami di madrepore giganti
ornavano una fievole menzogna sulla soglia.
L’Ospite giunse con occhio di re,
e polvere di rame e vigna maturata la scia
di baci rossi scodinzolante
coda di levriero. Continua a leggere

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Ennio Abate
La mia giovane sposa feriale

Tabea Nineo, Volto femminile, 1963

Tabea Nineo, Volto femminile, 1963

da Reliquario di gioventù, inediti in lavorazione

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smetta i suoi occhialini di bontà
m’osservi bene
mangio la mela che lei ruba per me
da una mensa aziendale
neppure i piccioni si scansano se passo
medito il grande ideale nelle latrine
qui sul fondo del bidone metropolitano
per noi due manco un’animella tagliuzzata c’è

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