Francesco Di Stefano
Obbama a Roma

obama renzi

Vedenno Obbama accanto ar Fiorentino
ner mentre fanno la dichiarazzione
m’è parzo de tornà un momentino
ar tempo dell’America padrone

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Alessandro De Santis
Poesie da “Metro C”

metro-c-roma

Graniti
Ore 09,20. Un lupo mannaro o forse Kappler

Tutto il giorno aveva camminato sul ciglio
[della strada
contava i passi e li classificava
e poi passava agli organi, alle carni
la lingua lastricata e le sue selci
intrise del sudore del non dire
Aveva infilato le mani chiuse a pugno nelle tasche
ed era risalito sin dentro alla campagna
Fatto inventario dei pali dei filari
piantati come croci, sporcato la punta
delle scarpe nello stabbio
Ore ed ore si era soffermato,
intere ere geologiche e crisi di governo
prima di vedere quella farfalla posarsi
sulla rete metallica del suicida
Senza dote di stelle lo raggiunse brusca la notte
gli aprì la bocca come a prender fiato.
Vide l’esatto diametro del cuore umano
e pensò che fosse proprio una bella
giornata per ricominciare, per un attacco aereo
negli occhi ancora il rapinoso schianto di quando
quel ponte se n’era sparito ghiotto.

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Annamaria Moramarco
Vita

moramarco 1

Sono in attesa di salpare
e intanto vivo
vivo intensamente
né mi rallenta la corsa
sapere che non resterà altro di me
se non l’amore.

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Antonio Sagredo
Cinematografo

proiettore

Al banchetto della sacra mortalità tu volgevi altrove il suo sguardo basedowico.
Avevi nelle mani il cerebro di Dio sezionato allegramente da occhiceruli teologi.
Ricordavi che la giostra del pensiero illumina gli orrori della teofania ultraterrena,
ma con gli occhi di una chiavica tu miri la bellezza delle pellicole impiccate ad una corda.

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Ennio Abate
Ultimo dialogo tra il vecchio scriba e il giovane giardiniere (2002)

1978 IN RICORDO DI BABEL 1978 circa

Tabea Nineo 1978: IN RICORDO DI BABEL

Vecchio scriba – I particolari del nostro incontro sui banchi di scuola o in fredde sagrestie del sud contano poco ora. E pure le ragioni del distacco. Il tempo che spendesti in mezzo a noi fu però di buona semina. Ti prendemmo sul serio. Ti demmo pensieri e sensi ordinati non solo divieti. Poi trasgredisti, ci odiasti e dovemmo precluderti i nostri cenacoli. Nulla nel loro corporeo conflitto con la Parola risolvono le rivolte affascinate dal disordine dell’infida parte di tutti noi che per sempre o a lungo resterà oscura. Da solo o con altri tu pure ne hai saggiato il grumo viscido. Esploralo quanto vuoi, se insoddisfatto dalle marmoree distanze delle nostre grammatiche e retoriche, ma non trascurare l’umano, cui in forma semplice mirò la nostra scrittura. Anche dopo il nostro naufragio non dimenticare i forzieri conservati nei nostri inabissati vascelli. Altri mondi sconvolti ti hanno attraversato e invaderanno. Ma scrivi sulle orme del nostro antico e logico disegno. Evidenziale, anneriscile, se hai solo il nero. Preziose sono anche le residue ombre.

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SEGNALAZIONE

Via tadino logo

MILANO

poliscritture10a locandina solo copertina

Conversazioni in libreria
Lunedì 24 marzo, ore 20.30
Presentazione del n. 10 della rivista
Poliscritture
Rivista di ricerca e cultura critica

* Nota: Poliscritture è rivista cartacea e sito. Stiamo preparando il n.11 del cartaceo sul tema ‘scienze’ e fra una quindicina di giorni sarà pronto anche il nuovo sito.

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Ennio Abate
Sul femminismo “amorevole”

we_can_do_it___remastered_by_thedrifterwithin-d56rqh1Questa lettera aperta a margine dei commenti sulla conferenza di Lea Melandri(qui) non è una semplice provocazione o dotta elucubrazione, ma un invito a non farla facile su amore e violenza. [E.A.]

 

Care amiche,
sarò franco e diretto. Ma cos’è – alla nostra età – tutta questa recita: amiamoci! amiamoci! Come se fossimo nel fiore della giovinezza e in una corte del Rinascimento. Mi spiace guastare la festa, ma voi sottovalutate e dimenticate com’è il mondo e i rapporti conflittuali  e i mille condizionamenti in cui siamo costretti a vivere e miracolosamente ad amare (quando si riesce). Bastasse il desiderio! Freud che se ne intendeva mi pare che paragonasse uomo e donna a due ricci che a fatica riuscivano a trovare la posizione giusta per non ferirsi con i loro aculei. Spero che questa non sia una discussione per sole donne e non continui su questa falsariga. E perciò qui di seguito dico quello che penso sulla questione. Continua a leggere

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