Archivi del mese: agosto 2013

Poesie sulla luna

luna

Per dare evidenza ai testi  che continuano ad arrivare sposto in primo piano il post. [E.A. 31 ag. 2013]

Dopo che Emilia Banfi ha dichiarato:”Io abito la luna” (qui)  e Giorgio Linguaglossa ha invitato a “ricominciare a scrivere poesie alla luna, parlare alla luna, diventare un po’ lunari e lunatici”, mi è stato proposto di dedicare questo post  a quanti vogliono cimentarsi sul tema. Vi pubblicherò tutte le poesie che m’invierete.  [E.A. 27 ag. 2013]

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DISCUSSIONE
Linguaglossa/Abate: parlare con la luna?

The Discussion

Renato Guttuso, La discussione

 Ai margini della pubblicazione delle “poesie sulla luna” (qui),  che continuerà, è sorta una discussione tra me e Linguaglossa che penso sia utile rendere pubblica e approfondire con i frequentatori di questo blog. Di seguito i due interventi. [E.A.] Continua a leggere

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Navio Celese
Trasduzioni irriverenti da Pastonchi

Pastonchi

Nota dell’autore

I testi [in corsivo] sono di Pastonchi (il che è tutto dire), tratti da: Endecasillabi (Mondadori, 1949). La “traduzione” non tiene conto del metro; è a volte letteralmente fedele all’originale, altre volte assolutamente distante. Ho avuto spesso voglia di ripetere l’esperimento con poesie di d’Annunzio: quelle più ostili per i termini eccessivamente aulici o desueti. Chissà. La sfida potrebbe essere quella di far conoscere soltanto questi testi … trasdotti, per vedere le reazioni.  Oppure aprire un dibattito sui…”testo a fronte”. …vale la pena aggiungere che queste traduzioni io preferisco chiamarle “trasduzioni” (i trasduttori elettrici!) perché la buona poesia, quando viene trascritta in altra lingua o forma, conserva comunque una grande parte dell’”energia” del testo originario… Divertissements, certo! Continua a leggere

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Roberto Bugliani
A proposito di bellezza e orrore dell’opera d’arte. (Una chiosa) 

angelus novus einaud

Il post “Molti, esodo, moltinpoesia. Risposta a Luca Ferrieri” di Ennio Abate (Poesia e Moltinpoesia, 21 agosto 2013 (qui)) si conclude con il periodo seguente: “Non è possibile […] ammirare la bellezza di un’opera d’arte se siamo nel cesso maleodorante o nella prigione che questa società riserva a noi (e peggio ancora a milioni di viventi)”. Questo rifiuto del “semplice” godimento del bello artistico in sé, e la sua contemporanea messa in relazione con l’altro da sé, rappresentato qui dal “cesso maleodorante o [dalla] prigione che questa società riserva a noi”, e, più in generale, dall’orrore (sociale) che lo sottende e/o lo permea, ha alle spalle una lunga tradizione del pensiero materialista. E su questo aspetto vorrei intervenire, scusandomi se nell’affrontare la questione farò un po’ d’archeologia ermeneutica, ma credo che la ricorrente attualità del tema la possa giustificare. Continua a leggere

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Sandra Evangelisti
Appunti su Mario Luzi

luzi-Firenze

I paradossi di un cristianesimo non inquinato contro il marxismo ideologico della mia interpretazione della poesia di Luzi ricalcata su quella di Fortini? Questa la tesi di Sandra Evangelisti,  che controbatte in modi dialoganti  a due miei precedenti interventi sul poeta. Pubblico volentieri i suoi appunti, riservandomi di replicare eventualmente negli spazi-commento. [E.A.]

In realtà questo mio inciso su Mario Luzi dovrebbe rispondere in modo dettagliato e preciso agli appunti di Ennio Abate pubblicati su questo sito, Poesia e Moltinpoesia, in due momenti successivi, il 31 luglio 2013 (qui), e poi il 1 agosto 2013 (qui),e dal titolo” Rileggendo I poeti del Novecento, di Franco Fortini: Luzi (4), e (4.1)” Continua a leggere

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Spring and all, Una poesia di William Carlos Williams
tradotta da Flavio Villani

spring-and-all

dal blog di Flavio Villani

Spring and All

By the road to the contagious hospital
under the surge of the blue
mottled clouds driven from the
northeast-a cold wind.  Beyond, the
waste of broad, muddy fields
brown with dried weeds, standing and fallen Continua a leggere

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Emilia Banfi
Io abito la luna

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Io abito la luna
non so se il cielo sia d’accordo
nel mio silenzio reggo quella luce
dentro gli occhi ormai lontani
presa e attonita nel torpore attendo

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