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Ennio Abate
La mia giovane sposa feriale

Tabea Nineo, Volto femminile, 1963

Tabea Nineo, Volto femminile, 1963

da Reliquario di gioventù, inediti in lavorazione

*

smetta i suoi occhialini di bontà
m’osservi bene
mangio la mela che lei ruba per me
da una mensa aziendale
neppure i piccioni si scansano se passo
medito il grande ideale nelle latrine
qui sul fondo del bidone metropolitano
per noi due manco un’animella tagliuzzata c’è

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Ennio Abate
Ultimo dialogo tra il vecchio scriba e il giovane giardiniere (2002)

1978 IN RICORDO DI BABEL 1978 circa

Tabea Nineo 1978: IN RICORDO DI BABEL

Vecchio scriba – I particolari del nostro incontro sui banchi di scuola o in fredde sagrestie del sud contano poco ora. E pure le ragioni del distacco. Il tempo che spendesti in mezzo a noi fu però di buona semina. Ti prendemmo sul serio. Ti demmo pensieri e sensi ordinati non solo divieti. Poi trasgredisti, ci odiasti e dovemmo precluderti i nostri cenacoli. Nulla nel loro corporeo conflitto con la Parola risolvono le rivolte affascinate dal disordine dell’infida parte di tutti noi che per sempre o a lungo resterà oscura. Da solo o con altri tu pure ne hai saggiato il grumo viscido. Esploralo quanto vuoi, se insoddisfatto dalle marmoree distanze delle nostre grammatiche e retoriche, ma non trascurare l’umano, cui in forma semplice mirò la nostra scrittura. Anche dopo il nostro naufragio non dimenticare i forzieri conservati nei nostri inabissati vascelli. Altri mondi sconvolti ti hanno attraversato e invaderanno. Ma scrivi sulle orme del nostro antico e logico disegno. Evidenziale, anneriscile, se hai solo il nero. Preziose sono anche le residue ombre.

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Ennio Abate
Sul femminismo “amorevole”

we_can_do_it___remastered_by_thedrifterwithin-d56rqh1Questa lettera aperta a margine dei commenti sulla conferenza di Lea Melandri(qui) non è una semplice provocazione o dotta elucubrazione, ma un invito a non farla facile su amore e violenza. [E.A.]

 

Care amiche,
sarò franco e diretto. Ma cos’è – alla nostra età – tutta questa recita: amiamoci! amiamoci! Come se fossimo nel fiore della giovinezza e in una corte del Rinascimento. Mi spiace guastare la festa, ma voi sottovalutate e dimenticate com’è il mondo e i rapporti conflittuali  e i mille condizionamenti in cui siamo costretti a vivere e miracolosamente ad amare (quando si riesce). Bastasse il desiderio! Freud che se ne intendeva mi pare che paragonasse uomo e donna a due ricci che a fatica riuscivano a trovare la posizione giusta per non ferirsi con i loro aculei. Spero che questa non sia una discussione per sole donne e non continui su questa falsariga. E perciò qui di seguito dico quello che penso sulla questione. Continua a leggere

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Ennio Abate
Unio. Psicoscrittoio (26 – 33)

1980 ca. PASSANTE anni 80
26. Unio è tornato nella città da cui andò via da giovane. Sale la vecchia scalinata tante volte percorsa: quella dietro al Duomo. È piena di luce mediterranea e tra due muri altissimi e bianchi. Vede quello che vorrebbe vedere: due donne giovani. Una sembra la sua prima fidanzata. Tutta una storia d’incertezze giovanili. L’altra è l’amica di scuola e di palazzo di lei. L’accompagna per un tratto di strada e agevola così i loro incontri furtivi. Sempre. Continua a leggere

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Ennio Abate
Un commento per difendere Di Ruscio dall’abbraccio dei suoi ammiratori

Di RuscioIn occasione dell’uscita dei Romanzi di  Luigi  Di Ruscio (della cui morte nel febbraio 2011 avevo  dato notizia qui e qui) è uscito su LE PAROLE E LE COSE l’estratto di un saggio di Andrea Cortellessa (qui). Ho lasciato il seguente commento. [E.A.]

Il titolo del post («La vergogna delle lettere italiche») mi è parso a prima vista promettente, ma poi che delusione.
Povero Di Ruscio! E poveri, assieme a lui, tutti i suoi «cristi polverizzati» (meridionali per lo più, s’intende) dalla cultura nazional-popolare dei Palmiro!
Povero Di Ruscio trattato a pesci in faccia (altro che pesce d’aprile!) dal Calvino, che già si faceva le ossa per tenere le sue «lezioni americane» al ceto medio internazionalizzatosi sotto le bandiere a stelle e strisce invece che a quelle rosse! Continua a leggere

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Ennio Abate
Risposta a una vipera

viperaMi hanno segnalato che su FB è apparso  un commento  di una giornalista riferito alla mia recensione del QUADERNARIO 2014 di Lietocolle (qui). Ne pubblico il testo e la mia brevissima replica solo per mettere in guardia da questo stile supponente e sciocco di occuparsi di poesia e di critica. [E.A.] Continua a leggere

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Ennio Abate
Mentre leggo il «Quadernario» di poesie…

dovremo

A Kiev si ammazzano.
Qui in periferia beccano due politici – corruzione: vino rancido di servi.
Se ne stanno inquinati dalle industrie a Terni.
E a Torino pure «sulle scorie delle ex Fiat Ferriere sorgono centri commerciali,
negozi e decine di caseggiati in cui vivono migliaia di persone».

Su poche infamie si ferma ormai stanco l’occhio. Continua a leggere

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