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Antonio Sagredo
“Taurofania” con note dell’autore

Vanini presentazione-dell-opera-omnia-di-giulio-cesare-vanini-a-lecceTra i tanti pregiudizi diffusi tra chi si occupa di poesia c’è quello che dice: la poesia non si spiega, s’impone da sé. Falso. Ci sono opere che hanno bisogno di essere spiegate. Richiedono cioè un lavoro paziente di parafrasi, di chiarimento dei loro punti oscuri lessicali o sintattici (voluti o non voluti dall’autore), di inquadramento in uno o vari contesti storici, di correzione degli stravolgimenti di senso che il passare del tempo infligge a un’opera. E’ sulla base di tale convinzione che ho chiesto ad Antonio Sagredo di accompagnare questo suo testo con delle note esplicative che trovate subito dopo. E so che non basteranno. Perché, in questo caso, poiché l’autore ha scelto di scavare con partecipazione e scelta anticonformista, in uno dei massimi orrori della storia europea – la persecuzione dei cosiddetti “eretici” da parte della Chiesa cattolica – le difficoltà per il lettore d’oggi si moltiplicano. Quanti sanno chi fu Giulio Cesare Vanini? Quanti hanno una conoscenza storica non vaga di cosa significò la rottura dell’universalismo cattolico nel Cinquecento? L’indicazione del link di Wikipedia che fornisce notizie su Vanini è solo un piccolo suggerimento per iniziare una riflessione ardua e indispensabile. Perché ogni epoca ha le sue persecuzioni e i suoi orrori.[E.A.]

Nell’ora che il sangue contende alle acque il suo potere.

Nell’ora che Giovanni baciò il sangue e la mia carne
squittivano gli ulivi l’argento dei nitrati.
Nell’ora che il mio cervello è un retrodattilo
il volto negò al belletto la maschera nel calice. Continua a leggere

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