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Ennio Abate
Un commento per difendere Di Ruscio dall’abbraccio dei suoi ammiratori

Di RuscioIn occasione dell’uscita dei Romanzi di  Luigi  Di Ruscio (della cui morte nel febbraio 2011 avevo  dato notizia qui e qui) è uscito su LE PAROLE E LE COSE l’estratto di un saggio di Andrea Cortellessa (qui). Ho lasciato il seguente commento. [E.A.]

Il titolo del post («La vergogna delle lettere italiche») mi è parso a prima vista promettente, ma poi che delusione.
Povero Di Ruscio! E poveri, assieme a lui, tutti i suoi «cristi polverizzati» (meridionali per lo più, s’intende) dalla cultura nazional-popolare dei Palmiro!
Povero Di Ruscio trattato a pesci in faccia (altro che pesce d’aprile!) dal Calvino, che già si faceva le ossa per tenere le sue «lezioni americane» al ceto medio internazionalizzatosi sotto le bandiere a stelle e strisce invece che a quelle rosse! Continua a leggere

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Luca Chiarei
Slam poetry: “incastRIMEtrici” (III volume)

incastRIMetrici Vol 3 (Modifica 01_High)Di poetry slam ci siamo già occupati in passato, nel 2009/2010 (qui  e qui). Fa bene Luca Chiarei a richiedere di nuovo un’attenzione non scolastica verso questo fenomeno di ricerca contemporanea,  che viene condotta soprattutto da  giovani ai bordi del mondo della poesia “ufficiale” (per lo più scritta). Qui si tenta di reintrodurre in poesia oralità, spettacolarità e emotività. Evviva allora i giovani e la spontaneità? Andiamoci piano. Se è vero, infatti,  che la distinzione in astratto tra poesia e non poesia è discutibilissima, è anche vero che il pluralismo del “tutto fa brodo” contrappone spesso alle arcigne (e a volte miopi) distinzioni accademiche della tradizione solo una lassista e confusa cacofonia. Il fenomeno ha potenzialità  e rischi. Discutiamone. [E.A.]

E’ uscito in queste settimane il III volume dell’antologia “incastRIMEtrici” a cura d Marco Borroni, Arcipelago Edizioni, che raccoglie la produzione in versi che si può leggere, ma soprattutto ascoltare, all’interno degli eventi di slam poetry che si svolgono in Italia. Un libro, come quelli che l’hanno preceduto, segno di una tendenza che, sia per quantità e tipologia dei soggetti coinvolti sia per qualità dei testi proposti (non tutti ovviamente), merita una riflessione critica che collochi il “prodotto” nel più ampio panorama poetico italiano. Continua a leggere

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Ennio Abate
Risposta a una vipera

viperaMi hanno segnalato che su FB è apparso  un commento  di una giornalista riferito alla mia recensione del QUADERNARIO 2014 di Lietocolle (qui). Ne pubblico il testo e la mia brevissima replica solo per mettere in guardia da questo stile supponente e sciocco di occuparsi di poesia e di critica. [E.A.] Continua a leggere

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Ennio Abate
Appunti su «Quadernario» (2014) di LietoColle

quadernario_blu_copertina_sito_2_11.

Nell’ultimo quarantennio si è manifestato un fenomeno  interessante e ambiguo, che io chiamo dei “moltinpoesia”.  Sull’onda della scolarizzazione e comunicazione di massa e ultimamente del Web, la produzione di testi di poesia (o di “parapoesia” o “similpoesia”, come li definiva Raboni, sfiorando la questione senza affrontarla) ha raggiunto dimensioni imponenti. Il fenomeno non può essere più svalutato, riducendolo a categorie generiche (epigoni, minori, sottobosco, ecc.). Andrebbe studiato in profondità. E tuttavia nessuno lo fa. Di conseguenza esso non riesce né ad essere mappato nel suo insieme né vagliato criticamente, come pur si dovrebbe. Essendo improbabile e impensabile, in una fase come questa di crisi generale delle istituzioni, la nascita di una sorta di “Censis della poesia”, che fare? Continua a leggere

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Marina Massenz
Risposte ai commentatori di “Gazelle Gazou”

massenzPubblico le risposte che Marina Massenz ha preparato per i commenti, in particolare i miei, (qui) ricevuti dalla sua poesia. [E.A.] Continua a leggere

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Roberto Bugliani
Questione a latere: la figura dell’Ulisse dantesco e la laicità di Dante

 

ulisse di dante

I precedenti post sulla discussione partita dal “Discorso su Dante” di Osip Mandel’štam si leggono  in ordine ai seguenti link: 13 GENNAIO 2014 · 23:11; 18 GENNAIO 2014 · 12:32; 25 GENNAIO 2014 · 21:42; 1 FEBBRAIO 2014 · 12:14; 3 FEBBRAIO 2014 · 15:18. [E.A.]

@ Rita Simonitto

Vorrei intervenire a latere dell’intervento di Rita Simonitto (qui) sulla figura di Dante e il personaggio “controverso quant’altri mai” (Avalle) dell’Ulisse dantesco. In particolare, riassumendo le tesi d’un articolo pubblicato nel 2002 (e scusandomi per certa, inevitabile pedanteria) partirò da questa osservazione di Simonitto: “Ma Odisseo viene collocato all’Inferno anche perché ha osato essere ‘empio’, ovvero superare i limiti (rappresentati dalle mitiche Colonne d’Ercole), i confini tra l’uomo e Dio nella ricerca del conoscere come esperienza estrema.
Ma perché poi Dante affida proprio a Odisseo la celebre terzina in cui dice *”Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”*? Dante ci è o ci fa? O fa il finto tonto, o, come diceva Fortini veste i panni del ‘tonto’?”. Continua a leggere

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Rita Simonitto
Dante tra il ‘pio Enea’ e i conflitti di Odisseo

dante e ulisse
Stavo per pubblicare la “Coda di discussione n.2” in risposta agli interventi di Banfi, Bugliani e Simonitto sul tema  grandezza di Dante (e di Mandel’štam)” (qui) ma volentieri dò la precedenza a questo intervento di Rita Simonitto che riprende in autonomia alcuni punti cruciali della discussione. [E.A.]

Credo che il punto di questa discussione riguardi il cercare di capire come, quanto (e se) la figura del poeta viene implicata nella scrittura poetica e come, quanto (e se) la sua storia personale e il suo contesto politico sociale vi incidono.
Checché ne dica G. Linguaglossa, (*ma se non esiste la “figura del poeta” ergo non esistono neanche le domande che tu rivolgi a questa figura*) e nonostante la precisazione di Abate (*Penso che tutti si siano accorti che la “figura del poeta” sia in crisi *) la figura del poeta esiste non soltanto perché inserito in una *societas letteraria nazionale* (*che oggi non c’è* – Ennio) ma in quanto ‘è figura’, sta rappresentando qualcosa sia nell’immaginario e sia in un ‘reale’ che, per quanto oggi possa essere una cloaca, permette comunque di operare una sia pur minima, basilare – anche se semplicistica – distinzione in mezzo a tutto ciò che vi galleggia. Continua a leggere

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