Antonio Sagredo
Cinematografo

proiettore

Al banchetto della sacra mortalità tu volgevi altrove il suo sguardo basedowico.
Avevi nelle mani il cerebro di Dio sezionato allegramente da occhiceruli teologi.
Ricordavi che la giostra del pensiero illumina gli orrori della teofania ultraterrena,
ma con gli occhi di una chiavica tu miri la bellezza delle pellicole impiccate ad una corda.

Ad ogni passo una stazione che rideva… 12 stazioni di applausi, battimani straniati e
3 cadute come esche ad una sarabanda di dèmoni: non c’è sabbia, né palme nei deserti!
Il parallelo s’impone, come nei massicci le creste, ai trionfi del rogo dei santi eretici:
stazioni di carbone sono le ossa… la fine è che gli occhi cercano orbite cave!

Ogni parola ha mozzato la sua lingua! La bocca è orfana di grida! Stridono gelose le banderuole!
Verità azzanna la ruggine del Verbo e – del perdono! — Io vedevo il canto degli uccelli e delle acque,
le sonnolente carezze materne, i campi – rossi di papaveri… credevo: libertina orfanezza è l’infanzia!
Ho trascorso le mie età sotto la cenere eretica. Ora sogno – gli anelli – di Saturno!

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7 commenti

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7 risposte a “Antonio Sagredo
Cinematografo

  1. emilia banfi

    Mi piacerebbe capirla, Ammiro Sagredo,ma ad un poeta non si dovrebbero mai chiedere spiegazioni. Capirò .

  2. antonio sagredo

    Cara Emilia,
    Cara Emilia,
    già altra volta hai criticato chi mi chiedeva un commento (E. A.), se ricordo bene, alla mia Taurofania, che è come dire aver umiliato l’autore. Di questi versi Ti dirò stavolta spontaneamente: perché Cinematografo? Si é in una sala? Non so; certo partecipo a un banchetto: è l’ultima cena: non so! – di certo che è una critica spietata a chi (i teologi) cerca/tenta di spiegare (sezionare) l’inspiegabile. Ma una “chiavica” ( lo studioso di cose divine è una zoccola) è sempre una pettegola capace di mirare la “bellezza” di un film (pellicole umide appese (impiccate): da asciugare a una corda.). Vi sono diverse persone sulla giostra. Ennio ha un dubbio per “suo occhio basedowico” e gli scrivo:
    “Quante volte una sola persona (oppure: noi ) ha/abbiamo notato che una persona (tu: seconda persona) ha fatto deviare (volgere) lo sguardo di un altro (suo: terza persona) per non far vedere una certa cosa (il cerebro di Dio, in questo caso) con qualsiasi stratagemma?
    a. s.
    n.b:
    a una prima lettura sembra strano, o meglio il lettore ha uno straniamento
    (è l’ostranjene dei formalisti russi, Sklovskij in particolare), percepisce cioè
    che qualcosa non sta al posto suo, che non è naturale dunque, e in effetti
    non sta al posto suo, ma è perfettamente logico che stia così come ha scritto l’autore;
    è come dire che un gioco dello specchio ha ingannato l’osservatore, ma non è un inganno!”.
    La seconda strofa è un omaggio a due santi martiri (della libertà di pensiero): il Cristo e l’ateo Vanini (“il parallelo s’impone”).
    La terza strofa è il martirio; ma l’autore è già stufo del martirio e dei martiri: se ne vuole andare via per sempre da questa Terra, e allora :
    “Ora sogno – gli anelli – di Saturno!”-
    Vai a vedere i significanti/significati di Saturno!

    antonio sagredo
    (da non pubblicare questo commento su un blog)

  3. antonio sagredo

    pensavo che scrivendo ( da non pubblicare…) su una e-mail non comparisse sul blog. ma va bene a questo lo stesso, poi che non sono un esperto.
    a. s.

  4. emilia banfi

    Certo che adesso sembra tutto chiaro, gli anelli di Saturno ti respingeranno, sei molto arrabbiato, la rabbia del martire che non si arrende, non vuole morire per soffocamento. Grazie , troppo gentile. Vorrei chiederti scusa per aver stimolato questa spiegazione, ma ormai è troppo tardi.

  5. Giuseppina Di Leo

    ad Antonio Sagredo

    Martedì 26 marzo 2013
    Proviamo a sparigliare un pensiero
    di un concetto ribaltiamone insieme senso e logica
    del dubbio proviamo certezza, quantunque viceversa
    all’incrocio troveremo il sentiero.
    Giuseppina

    Rainer Malkowski dice:«È espressione di libertà costruirsi una propria necessità interiore», lasciando intendere che occorre ‘vigilare’ sulla propria scrittura, un pensiero che mi sembra pertinente con quanto dici, Antonio, in merito alla tua ricerca.
    Anch’io penso che le spiegazioni in poesia non andrebbero date perché qualche volta possono portare anche fuori pista, come accenno nella mia, ma ti dirò che il commento ha giovato sicuramente alla comprensione della poesia, rendendomela meno criptica.
    Complimenti per la tua scrittura.

  6. Questa volta non sono uscito dalla poesia di Sagredo a prendere aria, come si suol dire, per via di alcune pesantezze ( per me) di sovrabbondanza barocca. Mi è piaciuta invece questa poesia, la trovo totalmente assurda e mi diverte il fatto che i significati ( quelli che posso cogliere) si rincorrano come palline impazzite nella sfera del lotto.

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