VIDEO PER POETI (2)
Una conferenza di Lea Melandri a Bologna su amore e violenza

E’ una conferenza. Se volete una lezione. Dunque abbastanza lunga. Il tema trattato è però basilare nei rapporti di ciascuno di noi e Melandri è capace di sfatare e demitizzare coraggiosamente anche gli stereotipi secolari dei poeti. Perciò mi pare utile proporla e discuterne. [E.A.] 
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11 commenti

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11 risposte a “VIDEO PER POETI (2)
Una conferenza di Lea Melandri a Bologna su amore e violenza

  1. emilia banfi

    Caro Ennio,
    davvero interessante il femminismo intelligente.Dopo aver ascoltato avrei voluto che quel discorso l’avesse fatto un uomo. Non conosco la vita privata della Melandri, intendo sfera sessuale, amore ecc. ma se lei è riuscita ad uscire dalla sfera della donna-madre-puttana-innamorata-carrierista-figlia di buona donna- masochista-gentile-sentimentale ecc. sicuramente è stata ed è una gran donna spero anche soddisfatta. Credo in quello che ho ascoltato , anche perché io sono stata una donna che ha creduto nell’uomo(maschio) fino in fondo , cercando di capire anche le sue fragilità ed ho sbagliato uomo non pensiero. Oggi ne ho la prova. Tutto il resto, cartelloni pubblicitari al femminile , sesso uguale a carriera oggi , mi spiace ma penso che in questo caso la donna debba fare un serio esame di coscienza.
    Per quanto riguarda l’amore? Bene , se nessuno si sposerà o conviverà perché non si può “investire” sull’amore, facciamolo pure, i figli che saranno generati da unioni provvisorie -se nasceranno- avranno da lottare parecchio. Avranno un’altra Melandri che parlerà per loro e via narrando….
    Purtroppo è la visione distorta che abbiamo dell’amore, quella che sia la panacea per tutti i mali e che amore significhi felicità, ma l’amore siamo noi con i nostrri difetti e qualità , da accettare nel tempo se sarà possibile, ma bisogna provarci, sempre.

  2. emilia banfi

    e.c.:scusate volevo scrivere -investire nell’amore-

  3. Giuseppina Di Leo

    Quando Lea Melandri dice che la libertà femminile viene vista come una minaccia dall’uomo , che le donne “che si propongono”, vengono viste come una minaccia, sono cioè sentite “più forti”, secondo me tocca uno dei punti nodali della questione, se non il più forte. Perché, andare all’origine della differenziazione è un processo difficilissimo, il momento in cui si scardina quella “ambiguità” del potere femminile così duro a morire. L’indipendenza è un lavoro difficile, evidentemente. Ma, anche nascondere tutto dietro l’esclusività dell’amore, come si vede, porta più danni che benefici, soprattutto se prendiamo l’amore come paravento per crearci le nostre brave dipendenze dietro le quali fingere le nostre fragilità infantili.
    La libertà della donna è una vera conquista; svolgere un lavoro, poter viaggiare e muoversi senza che ciò costituisca un limite per l’altro (il compagno, inteso nell’accezione più ampia). E, ci aggiungo, innamorarsi sempre (concordo in questo con Emilia), senza che ciò venga vissuto come una “minaccia” da chi riceve. (mi riallaccio anche ad un discorso fatto tempo fa sul blog di Lucio Mayoor Tosi).
    Sono solo alcuni spunti, ma il discorso di Lea Melandri è molto complesso, oltre che interessantissimo. Violenza e potere sono due facce della stessa medaglia, lo diceva anche Hannah Arendt: “ogni castrazione del potere è un aperto invito alla violenza”.

    Giuseppina

    • Annamaria Locatelli

      Mi ha molto bella questa conferenza di Lea Melandri sul problema amore-violenza, nel rapporto uomo-donna, che é tanto attuale ma appartiene anche al passato. Passo a riferire quello che più mi ha colpito e alcune mie riflessioni.
      Lea Melandri mette in luce come, nella società patriarcale, i ruoli dell’uomo e della donna fossero rigidamente diversi e complementari: alla donna la sfera sentimentale-familiare, all’uomo
      quella razionale-sociale-lavorativa. Questo sistema che non considerava la persona, uomo o donna, nella sua completezza di individuo, ma la relegava ad un ruolo “mutilato”, sta alla base del generarsi nel rapporto d’amore di dinamiche di violenza manifesta dell’uomo sulla donna e di violenza invisibile della donna sull’uomo.
      Il movimento femminista ha portato avanti battaglie giustissime per il riconoscimento del ruolo della donna nella società e nel lavoro e per un modo diverso di intendere ilcorpo e la sessualità femminile, non solo legata alla procreazione. Le leggi relative al divorzio, all’aborto, alle pari opportunità costituiscono un passo avanti sul cammino dell’emancipazione femminile. Come mai allora gli episodi di violenza sulle donne, maturati soprattutto nell’ambito familiare, non sono certo diminuiti? Lea Melandri sostiene che le leggi non bastano ad operare il cambiamento se la consapevolezza sul versante sia femminile che maschile non é ancora entrata profondamente nelle coscienze così da modificare i costumi. L’uomo oggi fatica ad allontanarsi dal ruolo a lui riservato dal sistema patriarcale perchè crede di perdere dei “privilegi”, si sente in una posizione perdente. A questo proposito penso molto importante che si siano aperti spazi di riflessione all’interno di movimenti come quello omosessuale e di gruppi come “Plurale maschile”, che non si identificano con il modello maschile patriarcale, anzi pensano di esere stati troppo a lungo defraudati di quegli aspetti femminili che sono tutt’altro che estranei all’uomo…mi risulta che sono fautori del pacifismo e dei diritti umani. Su questo piano donne e uomini potrebbero trovare un piano di intesa, perchè, come dice Lea Melandri, sono più le cose le ci accomunano che quelle che ci dividono. A questo punto, mi scopro femminista ed anche sostenitrice di una prospettiva, piuttosto che sogno, d’amore…E’ un paradosso? Sul tema della prospettiva mi si affollano tante idee ed entro in confusione, e poi ho già scritto troppo…é un problema complessissimo, ha ragione Giuseppina, e la ricerca di risposte infinita…

  4. emilia banfi

    L’uomo che esercita violenza sulla donna è un uomo molto debole che si è innamorato di una donna su misure per lui, debole anch’essa e bisognosa di conferme, d’amore e di comprensione. Una donna proiettata verso un futuro che i genitori le avevano imposto: famiglia casa lavoro. L’uomo in questione diventa violento quando la donna gli dimostra di accettare tutto da lui per quell’idea di amore in cui lei crede e che spesso rifiuta. Qui la violenza dell’uomo raggiunge un apice che lo spinge anche ad uccidere.
    I genitori dei soggetti in questione hanno una grande colpa, quella di non aver mai fatto crescere in essi la giusta autostima. La mancanza di vero amore e attenzione nei confronti dei figli e di quell’amore e rispetto che lega la coppia che li educa è di fondamentale importanza. Quindi non meravigliamoci se oggi i casi di violenza sono aumentati! Il grido rivolto alle donne è sempre lo stesso : -Denunciateli!- certo è importantissimo farlo , ma non basta , nemmeno in parte a risolvere il problema soprattutto quello che coinvolge l’uomo. la donna che fugge da quest’uomo , magari con i figli deve sapere dove andare e credetemi è questa la situazione più difficile.

    • Annamaria Locatelli

      …Certo Emy, sono i figli a pagare il prezzo più alto anche solo di un clima di violenza in famiglia. Ma a volte la violenza ha un volto più subdolo, può ammantarsi di tenerezza, di comprensione, di trasferimento delle ambizioni sui figli, poi assume la forma del ricatto e infine genera insicurezza, confusione e la libertà di essere se stessi viene meno. Comunque il dualismo amore violenza é dentro a ciascuno di noi, soprattutto se l’abbiamo vissuto in un rapporto con i genitori o di coppia…ricostituire un tessuto di rispetto dapprima dentro di sè poi con gli altri non é semplice ma necessario se non si vuole perpetuare certe situazioni…

  5. emilia banfi

    La tua conclusione è verissima . Ci vuole molta pazienza e molto coraggio accompagnati da qualcuno che ci aiuti seriamente. Poi tutto il bello è nelle nostre mani , non lasciamocelo scappare perdendo tempo a ricordare…
    Un abbraccio.- emy

  6. Parliamo di amore umano e delle sue storture: l’amore in sé sarebbe tema complesso, che certo non ha a che vedere con la violenza e nemmeno con “lo spettacolo di arte varia” dell’innamoramento. Parliamo quindi dell’amore emotivo che ci mette spesso in difficoltà, un sentimento parecchio sopravvalutato direbbe un amico mio satanista.
    Le donne stanno rivelando il loro lato dirompente maschile, in netto anticipo sul femminile degli uomini; ma siamo tutti figli di uomini e donne, e quindi va da sé che siamo l’uno e l’altro, anche se in percentuali individualmente diverse. Sono dell’idea che quando avremo stabilito le somiglianze torneremo a considerare le differenze, ma in altri termini, secondo principi più naturali, più animali direi… perché le storture nascono proprio dal nostro vivere innaturale, dalla psiche che complica e deforma quel che in natura è semplice e funzionale alla vita del pianeta.
    Meno palestra e più psicanalisi, potrebbe essere la soluzione per questi tempi. Più introspezione meno apparenza, quindi più solitudine, anche nelle relazioni affettive. E meno dipendenze.
    L’amore emotivo di cui parlo è ben descritto da Barry Long, un ottimo maestro di Tantra ( Fare l’amore, ed.Futura).
    Questa invece è una poesia che ho scritto recentemente, su amore e relazione:

    Il proprio amore.

    Non c’è origine né bene o male tra parentesi
    dissero gli occhi nel triangolo della sera che andava verso
    il parcheggio.
    A quell’ora nessun altro oltre me che pensandoti
    mi mettevo al volante mentre sul parabrezza le stelle
    si fingevano distratte, indifferenti.
    Lunatiche.
    Perché l’amore arriva di soppiatto minando
    ogni altro sentimento? I nostri stanno bruciando come rovi
    catapultati tra schiere nemiche, più per la guerra in sé
    che per la vittoria. Eppure già distanti
    ciascuno nel proprio amore: grazie, ma senza di noi,
    sarebbe troppo.
    Ed è già matrimonio, uno di qua l’altra di là, senza fretta
    senza cercarsi, nella curva del tempo che ci porta.

    Tanti caldi e abbracciati saluti alla città
    che si allontana.

  7. emilia banfi

    Per capire l’amore si deve amare ….e amiamoci per favore!!!

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