VIDEO PER POETI (1)
Mario Galzigna su “Storia della follia” di M. Foucault

Mario Galzigna,epistemologo dell’Universita’ di Venezia e curatore della nuova edizione dell’opera, conduce il Seminario dedicato al volume “La Storia della follia nell’Eta’ Classica” di Michel Foucault, a Genova il 4 aprile 2013 presso Il Dipartimento di Neuroscienze dell’Universita’. Seconda parte del suo intervento

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8 commenti

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8 risposte a “VIDEO PER POETI (1)
Mario Galzigna su “Storia della follia” di M. Foucault

  1. emilia banfi

    Molto chiaro e vero. Empaticamente condivido. Grazie .

  2. emilia banfi

    Il segreto della follia è in ognuno di noi. Il folle ce lo spiega.

  3. Rita Simonitto

    Purtroppo non riesco ad aprire questo video nemmeno passando per Youtube dove si trovano gli altri video di M. Galzigna (anche quelli non riesco ad aprire: probabilmente è una questione legata ai programmi del mio PC). Ragion per cui non posso fare un intervento pur interessandomi molto l’argomento.
    Saluti.
    R.S.

  4. @ Rita

    Per vedere i video sul PC ci vorrebbe un programma. Ad es. Adobe Flash Player …

    • Annamaria Locatelli

      …al contrario, io questa volta l’ho aperto subito, mentre per il video di C. Parker ho avuto problemi…il computer per me rimane un mistero e l’unica preghiera che mi viene in mente é “inchallah”

  5. Credo sia legittimo pensare che molte nostre certezze altro non siano che forme di ipnosi: immobilizzano i pensieri e ci danno l’agognata stabilità che ci salverebbe dal caos. Sì, si tratta di ipnosi, di sonno! Per questo saluto con gioia la follia, e ringrazio i folli per tutte le volte che mi hanno scosso permettendomi di uscire dai circoli viziosi del giudizio. Per me fu illuminante “Il diario di Nijinsky”, un libro traboccante di io-io-io, al punto che distrusse ogni mia reticenza ( per molto tempo fu un vero divieto) al riguardo. Sì, l’io va usato con misura, ma è un mezzo tra gli altri che abbiamo a disposizione per dare corpo alla nostra finzione. I folli ne fanno largo uso, almeno così è stato per Nijinsky. Comunque, indietreggiando di un passo dalla lettura di di una poesia, possiamo vederla la follia. Sempre, se è poesia.

    • Annamaria Locatelli

      ciao Mayoor, se le certezze sono stati di ipnosi, le follie sono comunque fardelli…Per quanto mi riguarda cerco di farle rientrare nell’ambito delle”follie consapevoli”. Mi può sfuggire quando é un passo più avanti della mia coscienza e a volte conoscenza. Ma non mi vanto…M. Foucault parlava della follia come di un mondo da esplorare, tuttaltro che una freccia in verticale e suggeriva un approccio più empatico che terapeutico. Penso che questo consiglio valga anche per le nostre stesse follie, ma é più difficile adottarlo in quanto non sempre ci vogliamo bene e siamo spaventati alla vista della “cosa”, da incontro ravvicinato del terzo tipo… quando si può cominciare a venirne a patti. Non vorrei mai dare la parola solo a lei e perdere la possibilità di aprire un dialogo io- tu- noi…insomma
      siamo una pluralità di io . Mi é piaciuta molto l’affermazione di Foucoult”Strumentalizziamoci a vicenda se ci vogliamo bene” che sembra, ma non credo, contraddire il principio etico di Kant “gli altri siano un fine e non un mezzo”.
      Questo per quanto mi riguarda, poi tanto onore ai folli fino in fondo.
      Mia nonna diceva : “i matti hanno sempre ragione” e non era ironica era seria…Ma leggerò anche il libro che tu suggerisci

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