Ezio Partesana
Poesie

Paul Klee, Angelo povero 1939

Paul Klee, Angelo povero 1939

*

Fanno l’elogio del dubbio i maestri
predicano l’incertezza e sorridono.
Ma se al buio mi si perde la strada
sono più lontano da casa, non più saggio.

Dirò dunque che dubitare va bene
e il sospetto aiuta, ma quando c’è una via
e una meta da raggiungere, la verità
aiuta più del dubbio a non sbagliare…

Dona ferentes

Tutto il giorno le bestie hanno pianto
soffocate dalla polvere sotto il cielo
basso e nero scuro di temporale.
Ma solo a notte Iddio s’è levato
a benedire la terra con acqua
salata e grandine dal mare.

Adesso piange l’uomo seduto
alla luce del sole
e la vecchia asciuga la veste
sulle ciocche di grano nel fango
che furono i campi a maggese.

Il Signore è potente.
Non perdonate ai potenti.

 

 

Settimo giorno

L’orbo vede poco
il sordo non ci sente
lo storpio incespica sulla strada
e non parla il muto.
L’idiota non può sapere niente.

Va tutto bene.
Hanno riparato il guasto
e il pericolo è passato,
s’è fatta la pace
il terreno verrà sminato.
Nell’ospedale è tornato l’ossigeno
e volumi sugli scaffali
la carne al supermercato.

Persino l’idiota sorride
e sbatte la manone sull’acciottolato,
nuovo di zecca
appena inaugurato.

Va tutto bene amore.
Torna a dormire.

 

 

 

Staccando l’ombra da terra…

Fuori dall’ospedale i sani
corrono a casa, dentro
i matti girano in tondo
dietro i vetri appannati
e parlano tutti sudando…

Non l’abbiamo trovato
quel che cercavamo non c’era
o s’era staccato da terra
davvero. Anche noi torniamo
infelici senza parlare
verso l’ora di cena.
E io guardo indietro Marghera
un tempo dove c’era.

 

 

Così vecchio

Passi l’Angelo ancóra
divida il seme dell’uomo
riporti ognuno a giudizio
e la grazia concessa l’annulli.

Rifaccia pure la conta
non importa…

Tanto vecchio e così solo sono
che mi basta dormire
e per piangere sogno.

 

 

 

*

Il deserto è fiorito
del male sbagliato.

L’acqua non basta
d’altro si sazia
l’al di là.

Poveri popoli miei
che vergogna sbagliare libro
e andare a dormire.

 

 

 

*

Mi vergogno del vecchio
come fossi io stesso
inciampato ubriaco
in mezzo alla strada
un filo di sangue alla tempia.
Ma lui starà bene
non si è fatto nulla.
L’ambulanza che passa,
le si sentono i freni,
avrà altro da fare
bruciare lontano, lontano.

Raccogli il cappello vecchio
e fanne buon uso, saluta
quelli che vengono a prendere
il posto che hai appena lasciato
libero, per terra, disteso.

 

 

Unheimlich

Comunque la si voglia vedere
è sconfortante sapere che nessun ebreo
potesse dirsi innocente della colpa sua
d’essere ebreo in campo di concentramento.

 

 

*Nota: Le poesie sono tratte dalla raccolta ” Im tempo” classificatasi al terzo posto al PREMIO FORTINI 2013

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4 commenti

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4 risposte a “Ezio Partesana
Poesie

  1. emilia banfi

    Nulla è perdonato in queste poesie così belle. La potenza non fa sconti -che potenza sarebbe?- Neanche al debole si lascia speranza. La speranza che uccide. Un credo nell’uomo che è così forte da sconfiggere ogni vigliaccheria. Crediamoci. Bravo!

    • Annamaria Locatelli

      …si parla di un angelo che non protegge, un angelo ingannatore, direi sadico. Una forte poesia di denuncia sociale senza tradirsi:
      “va tutto bene, amore/torna a dormire”
      Mi ha colpito molto l’ultima poesia, alla quale ho cercato di dare una interpretazione, ma mi piacerebbe sentire l’autore, se possibile:
      alle vittime si riesce persino a scaricare il senso di colpa, e questo é sconfortante …

  2. emilia banfi

    …sì sconfortante ma la vittima deve alzarsi subito o prima o poi….
    Ciao cara Annamaria a prestissimo!

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