Giorgio Mannacio
Poesie

paesaggio con rovine per mannacioMURALES

Una mano febbrile ha cancellato
con calce spenta l’interrogativo
Ma sempre splende sulla città sbilenca
e i fantasmi violetti di un corteo
enorme e piatto il sole dell’avvenire.
Dietro sferraglia un treno di breve viaggio
tra rottami e papaveri,
tra sonnolenza e sogni.
Chi semina nel vento
raccoglierà fiori un giorno
sul sangue, sulla ruggine?

LA MORTE IN SICILIA

L’assordante silenzio minerale
degli scheletri rivestiti
per il mercato, il ballo, il tribunale
(tutti figli del tempo e della moda,
la vanagloria
di un portiere d’albergo
che si fa usbergo
di chiavi d’oro ed ospiti d’argilla)
solvet saeculum in favilla.
Siamo chiamati insieme
all’ultimo avvenimento
che dopo il vino, i canti ed una accecante luce
all’ironia di un fossile conduce.

L’ULTIMO DEI GIUSTI

I

L’ultimo trono vuoto in paradiso
è destinato a lui, l’ultimo giusto.
Poi finisce la storia risucchiata
nell’abisso che allora
chiamavano eternità.
Lui completò la strage: nessuno fu risparmiato
e nessuno ricorderà.

II

Vestivano di lino
i prìncipi innocenti
nei lunghi, quasi infiniti, giorni d’estate
E le correnti pigre, impaludate
stagnavano colori di malattia;
sfibravano il fiore azzurro
quelle donne cantando quasi con allegria.

III

Sembrava, ma non era
la luna a galleggiare tra gli alberi del giardino.
Fermarono così la breve attesa
di quella luminosa mongolfiera
nello stupore di una mano tesa.
Ci fu un comando, non una profezia
e nessuna pietà dopo la resa.

IV

Dove andrete, bambini, quando
si torceranno ardendo
i rami cui appendeste l’altalena ?
Niente deve restare ed anche voi nel fuoco
sarete ridotti a cenere.
Se l’anima è una fiamma
anch’essa si spegnerà tra qualche istante.

V

E’ legge che sia distrutto
anche il seme e così sepolta
la radice d’ogni memoria.
Se nessuno ricorda, niente è la storia
oltre la mongolfiera e sotto la luna piena.
Più in alto ancora, nell’indifferenza,
l’ultimo dei giusti ostenta la sua innocenza.

ARCHEOLOGIE PER IL FUTURO

Combattute le sue battaglie,
una truppa stracciona
a brandelli di sonno si abbandona
dove che sia piantata una bandiera.
Sotto la statua dell’imperatore,
contro un cartello di pubblicità.
Con sospetto e con ira
la sveglia e la sorveglia la città.
Il nemico l’ha vinto
servendolo, stesi a terra
i panni del provvisoria disonore.
Cova sornione il tempo
le uova del serpente, un po’ più in là.
Intorno gli scalcinati
archi, templi, colonne e mura
fingono indifferenti che nulla succederà.

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5 commenti

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5 risposte a “Giorgio Mannacio
Poesie

  1. emilia banfi

    Le poesie di Giorgio Mannacio mi hanno sempre colpita per la loro amara dolcezza accompagnata da una razionalità che in poesia è molto difficile da raggiungere. E’ un poeta e una persona che ammiro molto.
    Sul sangue e sulla ruggine …nulla nascerà finchè il potere che l’uomo crede di avere sui suoi simili sarà sempre così ignobile e privo di sentimenti. Grazie per queste poesie e per le altre che spero di poter leggere ancora su questo interessante Blog.

    • Annamaria Locatelli

      ..sì, anche per me questa poesia riesce a coniugare la lucidità con un tragico coinvolgimento emotivo…e su un tema che é quasi un tabù oggi, le stragi di mafia. Una realtà capace di azzerare ogni cosa: la memoria dei pochi coraggiosi che hanno pagato con la vita, le coscienze di tutti. Gli scheletri viventi completamente asserviti e coloro che sventolano una bandiera sbiadita di opposizione, ma sempre all’ombra dell’imperatore…Scolora persino la bellezza di una delle regioni più belle d’Italia, é una bellezza malata, contaminata…anche i piccoli innocenti arderanno nelle fiamme del giudizio universale . Chi ha seminato nel vento e una poesia come questa forse faranno la differenza.

  2. emilia banfi

    Sicuramente già fanno la differenza.

  3. E’ una scrittura agile, senza metro ritmata, assai godibile in lettura perché ricca di imprevisti. Entra nel reale, e nel sociale, mantenendo una visione alta e metafisica; così facendo la quotidianità si inserisce in un tempo dilatato. Le metafore sono date dalla storia e dal tempo, pare di vedere gli armigeri di Federico II mentre riposano “contro un cartello di pubblicità”. Complimenti.

  4. Maria Maddalena Monti

    La poesia alta di Giorgio Mannacio, invia attraverso le sue immagini forti un messaggio di resistenza pur nella descrizione partecipe e lucida dei male del nostro tempo. Ci porta a riflettere sul “male” sempre in agguato nella storia.
    Il linguaggio nella sua composta bellezza è una vera lezione di stile.
    Grazie .
    Maria Maddalena Monti

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