Giulio Stocchi
In morte di Ariel Sharon

Sharon morto

L’uomo di pace
E’ morto

Nella pace dei cimiteri
Riposa

Che fu la pace che
In vita

Costruì nel mondo

In death of Ariel Sharon

The man of peace
Is dead

In the peace of cemeteries
He rests

That was the peace that
Alive

In the world he built

Pour la mort de Ariel Sharon

L’homme de paix
Est mort

Dans la paix des cimétières
Il dort

Celle-ci fu la paix qu’il
Vivant

Batit dans ce monde

En muerte de Ariel Sharon

El hombre de paz
Ha muerto

El la paz de los cemeterios
Reposa

La cual fue la paz que
En vida
Construyò en el mundo

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18 commenti

Archiviato in RICERCHE

18 risposte a “Giulio Stocchi
In morte di Ariel Sharon

  1. leonardo carlotti

    Caro Stocchi, Lei glorifica un criminale!

  2. Beh, scrivere che l’unica pace che Sharon ha saputo costruire in vita è quella de cimiteri significa glorificarlo?

  3. Pietro Peli

    IL DISONORE DEL GENERALE SHARON

    Forse questi anni di solo respiro
    avrai passato a macerare i secondi
    prima del botto o del proiettile
    che hanno atteso le tue vittime.
    Vede, signor generale, non c’è pietra
    che si sbricioli se ha accolto
    anche le ossa di quelli che a Qibya
    (ottobre del Cinquantatrè) si fecero
    agnelli per la tua Centouno…
    Né c’è volo di mosca tanto rumoroso
    come quello di chi non può sentirlo:
    furono a mucchi a Sabra e Chatila
    che sentirono il tuo girar le spalle.
    Vada ora, primo ministro, la valle di Josafat
    l’aspetta e non c’è Dio ebraico che si scordi
    sui suoi alamari il sangue di Palestina.
    PP

  4. Va di cesello, Giulio Stocchi, il grande orologiaio. Ma sono parole definitive, evitano quell’ombra, quell’accusa di antisemitismo che si alza ogni qualvolta si tenti una critica alla politica israeliana. I morti di Auschwitz sono spettri.

  5. emilia banfi

    La pace non soverchia i muri, li distrugge.

    • Annamaria Locatelli

      il camposanto…un condominio silenzioso
      fumano tutti la pipa della pace…
      A. Sharon é morto nella pace dei cimiteri e non nella pace dei vivi.
      E tra poco il giorno della memoria: le vittime di oggi si aggiungono a quelle di ieri

  6. emilia banfi

    Preghiamo.

  7. emilia banfi

    La mia era una battuta spero anche latua!

    • Annamaria Locatelli

      non mi annovero tra i credenti, ma se la preghiera significa anche un’intensa speranza personale o collettiva, perchè no?

      • luca chiarei

        Nessuno potrà mai impedire a qualcuno di pregare e rispetto chi lo fa. Sentirselo proporre però a chi non è credente non mi pare una analoga forma di rispetto.

  8. Stefano Cardarelli

    Una poesia camuffata da elogio funebre quella di Stocchi! Per passare indenni la frontiera (israeliana)!

  9. leonardo carlotti

    l’ultima guerra mondiale fu una guerra tra due razzismi! ” non esistono razze, esistono razzismi” (la Montalcini)

    • Annamaria Locatelli

      A Luca Chiarei…
      Secondo me, qualche volta la preghiera é la manifestazione di un bisogno, quando si misura la propria inadeguatezza o impotenza davanti ad un mondo sbagliato( ci siamo dentro anche noi)…Come laica mi ritrovo a pregare. A chi mi rivolgo? Non so( non tutto si può spiegare)…a me stessa, ai miei simili…
      Forse che la chiesa cattolica ( e non solo) abbia il monopolio di alcune pratiche o espressioni? “Preghiera”, “ritiri spirituali”…furbini. Ma a volte sono strumenti psicologici di cui ci avvaliamo un po’ tutti. Non nascondo che potrebbe essere un retaggio della cultura di cui siamo imbevuti, ma se penso ad altre culture, nel tempo e nello spazio, li ritrovo. L’azione può colmare solo in parte il divario tra la realtà e i valori che ci pulsano dentro. Mi dovrei vergognare di colmarlo, qualche volta, con una preghiera laica? Se mi coniate un altro termine…

  10. emilia banfi

    A Chiarei:

    Come ho detto ad Abate , era una battuta! possibile che non si sia capito!?

    • Annamaria Locatelli

      …cerco di completare il mio argomento, se riesco.
      Quando ero bambina o ragazza, visto il mio ambiante familiare un po’ disastrato, per svagarmi andavo di domenica all’oratorio, vi trovavo la compagnia (vedi azzurro di Celentano) ma spesso anche il modo di annebbiarmi. Certo prevaleva il bisogno degli altri e volere o volare avevamo solo quello. Comunque ho conservato qualche bel ricordo, sono contro le rigidità…Ora sono contenta di sapere che anche qualche istituzione laica o comunque di diversa tentenza, come le biblioteche comunali, alcune librerie, musei, gli “Arci” si stiano occupando del tempo libero dei più giovani, con iniziative di vario tipo. Non so se abbastanza…la mentalità cambia lentamente.

    • luca.chiarei@alice.it

      e da che cosa si doveva capire? dalle virgolette? dai puntini di sospensione? hai scritto una parola e basta… Abbi pazienza se non sono così arguto. E poi se era una battuta di che cosa si doveva sorridere?

  11. emilia banfi

    Di nulla , Luca, di nulla.

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