Giuseppina Di Leo
Poesie

violenza su bambina*
Scendi con me nell’orrore
nel racconto di memorie
scartate negli involucri del pane
quotidiano tormento.

*
Riavvolgo l’urlo di Munch
su per le scale una spirale
in prospettiva la porta di casa
chiusa.
La bambina combatterebbe
contro il gigante
ma non può
le mani ha occupate
da un fagotto di pane

pece e sangue
si rimescoleranno
in un panno lercio.

Ma qui siamo ancora agli inizi.

*
Torna il sogno di un edificio sconosciuto
si susseguono stanze su stanze.
Senza angoscia.
Al risveglio sapevo di aver parlato con qualcuno
ma né di cosa né con chi, e sinceramente
non mi importa saperlo. Dentro mi porto una calma
e una consapevolezza nuove (o già avute), per questo
mi va di parlarne; quelli che seguono sono
occhi di sciamano, un proseguimento delle storie
di Maqroll, dei libri che mi cercano.

*
Un pensiero mi dice di stanotte il suo significato.
Quando (nel sogno) mi sono “immersa” tra la gente di cera
ero una candela al termine della vita
una ragazza col ventre gravido era la morte
e nessuna differenza vistosa o scandalosa c’era
tra vita e morte.
L’apparenza, le cose che accadono in superficie,
l’amore del ragazzo che mi accompagnava,
sono la conseguenza di un processo
più sotterraneo e profondo.
È il risultato di coesioni, fusioni di cere di vita,
quella vita stessa rimasta timido germoglio,
abortita, in se stessa gravida. E nulla di strano.
Anzi. In superficie il sorriso si accompagna all’abbraccio
allo sguardo una parola, alla parola il bacio.

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7 commenti

Archiviato in RICERCHE

7 risposte a “Giuseppina Di Leo
Poesie

  1. emilia banfi

    L’angoscia si trasforma , l’urlo, la fatica, il dolore , in un bacio per diventare donna in quell’esistere al femminile che non ha paragoni. Grazie e complimenti!

  2. Buon giorno Sig. Di Leo, se permette mi complimento con LEI.. Bellissime le poesie, forse più che belle sarebbe meglio dire molto significative, molto profonde che spiegano bene la condizione della donna che a tutt’ oggi ancora vive. Grazie

  3. Crepitante , brucia un attimo prima dell’ustione .Allarmata e allarmante ma senza enfasi ; con in più una chiusa in discrasia che non vuole sedurre ma semplicemente aprirsi ad un diverso destino , certamente condivisibile .
    In gamba .
    leopoldo attolico –

    • Annamaria Locatelli

      Cara Giuseppina,
      nel descrivere l’orrore come riesci ad essere misurata e pregnante nello stesso tempo! Ineffabile il male ricevuto da quella bambina, non ci sono parole: il suo sangue innocente mescolato alla pece di un demone.E’ sopravvissuta come statua di cera, ai confini. Ma per fortuna al demone si é sostituito lo sciamano dallo sguardo attento e dalle cure esperte così ha potuto riaffiorare il germoglio calpestato. La donna ha lavorato in profondità per ricostruire strato su strato la linfa vitale, ora l’amore del compagno la rassicura, ma non potrà mai dimenticare. Nella bellissima poesia il particolare che più mi colpisce é l’involucro del pane…la bambina vi si nasconde come sotto un velo di pudore…perchè dell’orrore, alla fine, si sente corresponsabile. L’aspetto più terribile

  4. Maria Maddalena Monti

    Da questo orrore vorremmo al primo momento fuggire, ma non possiamo,troppo intenso il tono poetico e questa bambina ci prende per mano . Scendiamo con lei fino agli inferi di sangue e di pece, gridiamo con lei,fino a quando il dolore diventa sotterraneo, mai dimenticato, lenito forse a volte dalla carezza di chi con amore l’accompagna.
    Una bellissima sofferta poesia.
    Maria Maddalena Monti

  5. Giuseppina Di Leo

    Grazie per i vostri commenti.

  6. Mi piace il racconto di chi non vuol vedere ma fa sentire le ferite. Brava.

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