Pietro Peli
Trittico dei traditi

allende

PUNTO E A CAPO

Punto e a capo:
il capo è il punto.
Sono giunto a concludere
stanco di sole di rame
falso
sono io ad abiurare
e rimorde ogni secondo
nel fianco
nel fianco scoperto
questa consapevole
alba disattesa.

Ma non c’è elenco da compilare,
padre di terra, foglio d’ordini
che possa soddisfare
il mio desiderio
di ripagarti.

Nessuno, padre di fuoco,
chiederà una prova che per certo
è arsa nel mondo
una fiamma immane
che ci ha scaldato.

Solo io, padre d’acqua,
sapevo che la tua tempesta
è parte di un tutto
che si trasforma
da violenza a timore
da guerra a segnale.
Chi avrà ora
il tuo volto
se mio è stato
il tradimento?

È questo il premio
di tanto voltarsi
se tu ci sei, padre d’aria,
ogni cosa che in te porto
è segno di perduto.

In ogni caso
non c’è abiura
possibile
nel campo del reale.
Non c’è padre da uccidere
che non ti guardi con occhi di rame:
la spada che separa
non è più di giustizia.

Il mio capo è il punto:
posato l’elmetto sul ginocchio
ho preso posto
sulle ultime macerie.

 

LE LINGUE DEL ROGO

Gioco di dadi
con i rimasugli
di una storia antica:
ogni volta che perdo
s’incendia una porta.

Le lingue del rogo
parlavano alle facce di amici:
si riempivano
di ebbro fumo
e c’era un’attesa.

Aspiravamo a incendiare
una notte.
Ma troppo poca fu la veglia
e non ci capimmo:
divergeva in ogni spira
la lingua calda
di una storia.

Noi arrivammo per l’alba
e non fu amico il fuoco
incenerito:
si paventavano colpe
non più di padri (già uccisi)
o madri (già sconfessate).
L’avventura ci volle soli
come solo muore nel nulla
il dado scagliato
che brilla.
La firma
la scrivemmo di carbone:
alla condanna
di altri
non era tempo che si aggiungesse
quella di noi stessi.

Solo allora fu del tutto giorno:
ottanta nuvole
spazzarono a modo la pianura.
Fracassava, l’acqua farinosa,
sulle teste:
finimmo a parlare
sulle cancellate chiuse.

 

OTTANTANOVE

Era l’89.
E non c’è giorno che passi
che non sia da starsi
con il capo chinato.

Quel giorno piovve.
Mio padre aveva i capelli
quasi come me oggi:
la polvere tra le macerie
spariva sotto
quel sorriso sempre avuto.

Ho pensato alla futura insonnia
di vecchio.
Non ha più facile sonno, il sorriso
quel giorno
si fece di caduta. Non fu lui
che allora
si tradiva.

Ma era niente.
Il rottame
di un sogno:
mi ci lasciava giocare.

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