Daniele Lo Cascio
Fragili tempi (Tre poesie)

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1. Clima

Guardo stanotte l’ombra del cerchio
del bicchiere, quelle divaricate delle
chiavi e, senza resa, mi specchio
nel buio, lontano dalle grandi stelle.

Vado di là e, senza attesa, mi specchio
nello schermo della teletrasmessa paura:
teoria di catastrofi; assurdo della natura,
se salti di stagione si danno per l’occhio.

Eppure una lunga memoria di prima neve
e un cadere lento senza suono mi hanno
stanotte; una persistenza del cuore circola.

Si dilata familiare l’ombra del posacenere,
come tutto, tra spirali di fumo. Ma è favola:
lampada in lenta caduta; curva d’affanno.

 

 

2. Tempo

Oggi provi a dare tempo ai lentissimi
umori dell’anima; a sciogliere i nodi
dei nervi e delle idee; a vedere approdi
più lontani; ad abbracciare fantasmi

più vicini; provi perfino a distendere
contorni raggrumati da un’ira opaca:
quelli di una ferita grande e vacua
che forse nessuno potrà consolare.

Oggi tenti la lentezza delle sillabe.
Ma ti confonde il mondo, premendo.
Oggi pare l’aria un mare d’abissale

paura; non ti orienti; stenti a vivere.
Poi la porta si chiude: è solitudine
e forse non sai colpa, scrivendo.

 

 

3. Terremoto

E un’altra torre crolla. La mediata
paura trova altro spazio, se la terra
sconvolge ancora; se solo si avvera
il mesto trionfo del fango. Perduta

Italia tutta, se il lavoro diventa tomba,
di notte, nel capannone come un sogno
fragile; se il lavoro finisce nel bisogno
insoddisfatto sempre, nel rimbombante

abisso delle crepe. E si fa il terremoto
simbolo e parola che sconvolge i visi
oltre la mediata dizione. Casa nella crisi

d’ogni imprevedibile natura, precaria,
crollata, stanca. Come se il mesto moto
d’esseri nati umani fosse pure natura.

 

 

 

*Daniele Lo Cascio è nato a Palermo nel 1973. Si è laureato presso l’università di Bologna nel 2000 con una tesi in Teoria della Letteratura per poi conseguire un dottorato di ricerca in Italianistica presso le università di Perugia e Siena nel 2003: nell’ambito di quest’ultima università la sua ricerca è proseguita con una collaborazione in qualità di borsista e cultore della Materia. Per diversi anni ha insegnato nella scuola secondaria superiore. Attualmente insegna letteratura italiana e letteratura anglo-americana presso il centro universitario americano IES Abroad Siena. Le sue pubblicazioni includono recensioni e saggi che si concentrano sia su poeti (Dino Campana, Ghiannis Ritsos, Massimo Gezzi) sia su narratori (Massimo Bontempelli, Giuseppe Dessì, Alberto Savinio, André Breton, Tommaso Landolfi).

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