LETTURE PER POETI (5)
“Nelle Città Straniere” di Adam Zagajewski 

sagarana

Dalla rivista SAGARANA (qui)

A Zbigniew Herbert

Nelle città straniere c’è una gioia sconosciuta,
la fredda felicità di un nuovo sguardo.
Gli intonaci gialli delle case, sui quali il sole
si arrampica come un agile ragno, esistono
ma non per me. Non per me furono costruiti
il municipio, il porto, il tribunale, la prigione.
Il mare scorre per la città con una marea
salata e allaga le verande e le cantine.
Al mercato i prismi delle mele, piramidi
che svettano per l’eternità di un pomeriggio.
E pure la sofferenza non è poi così
mia: il matto locale farfuglia
in una lingua straniera, e la disperazione
di una ragazza sola in un caffè è come
il frammento di una tela in un cupo museo.
Le grandi bandiere degli alberi si agitano
al vento così come nei luoghi
a noi noti, e lo stesso piombo fu cucito
negli orli di lenzuola, di sogni,
dell’immaginazione folle e senza casa

Poesia tratta dalla raccolta Dalla vita degli oggetti : poesie 1983-2005, a cura di Krystyna Jaworska, Adelphi, Milano 2012

* Adam Zagajewski

Nato in Ucraina ma considerato di origine polacca, ha vissuto in Slesia e poi a Cracovia, dove si è laureato alla Jagiellonian University. Adam Zagajewski è conosciuto tra i poeti della Generation of ’68’ o Polish New Wave (Nowa fala). Tra le sue opere: Pragnienie (1999); Ziemia ognista (1994); Jechac do Lwowa (1985); Sklepy miesne (1975); Komunikat (1972). I suoi poemi e saggi sono tardotti in molte lingue. Tra i premi vinti: il Berliner Kunstlerprogramm, il Kurt Tucholsky Prize, il Prix de la Liberté, e Guggenheim Fellowship. Dal 1988, è Visiting Associate Professor of English in the Creative Writing Program alla University of Houston e vive tra Parigi e Houston. Ha vinto il Neustadt International Prize for Literature nel 2004 ed è stato candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Dall’Introduzione del volume Tradimento, edito da Adelphi nel 2007: “Ha detto Miłosz che a scrivere versi non è l’abilità della mano, ma «il cielo, a noi caro ancorché scuro, / qual videro i genitori e i genitori dei genitori / e i genitori di quei genitori / nel tempo che fu». Per Adam Zagajewski – «voce sommessa sullo sfondo delle immense devastazioni di un secolo osceno, più intima di quella di Auden, non meno cosmopolita di quelle di Miłosz, Celan o Brodskij» (Walcott) – quel cielo è Leopoli (oggi l’ucraina L’viv), la città della Galizia «dove dormono i leoni», che alla fine del secondo conflitto mondiale intere famiglie dovettero abbandonare per essere deportate nella Slesia sottratta alla Germania e assegnata alla Polonia. Cristallizzata dalla memoria e purificata dalla nostalgia, Leopoli si trasforma così in luogo concreto e insieme invisibile, familiare e sconosciuto, sacrario che «non è opportuno visitare», come se «la bella definizione di docta ignorantia avesse abbandonato le pagine dei libri per divenire una ferita aperta sulla verde mappa dell’Europa». Ma senza il grigio approdo di Gliwice (nell’Alta Slesia), mortificata dai modelli imperanti del socialismo reale, città terrena e regno dell’immanenza, la trascendente e celeste Leopoli, per sempre perduta, non potrebbe continuare a vivere. Né il viaggiatore-poeta saprebbe ritrovare «la vita di prima della catastrofe, la folla di prima della catastrofe, le nuvole, le vetrine, i cespugli di sambuco di prima della catastrofe». E, sempre straniero e sempre in cerca di una patria, scorgere il proprio volto.” In Italia sono stati pubblicati: Polonia: uno Stato all’ombra dell’Unione Sovietica (Marietti 1982),Tradimento (Adelphi 2007). Inoltre suoi testi sono presenti in: A questo servono le lacrime di Paola Malavasi, con una nota di Ennio Cavalli e due poesie di Derek Walcott e Adam Zagajewski (Interlinea 2006) e Luci ed ombre di una città: immagini di Genova di Adhaf Soueif con testi di Adam Zagajewski e John M. Hall (De Ferrari 2003).

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2 commenti

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2 risposte a “LETTURE PER POETI (5)
“Nelle Città Straniere” di Adam Zagajewski 

  1. imelda santoro

    bellissima poesia ; calda piena di nostalgia di qualche cosa che l’autore osserva ma non può fare sua, si aggira nella città come un’ombra invisibile, con la capacità di sentimenti condivisibili.e un afflato che contamina positivamente.

  2. alberto di paola

    si spieghi meglio: non comprendo il concetto di “bellissima”;

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