Emilia Banfi
Che vuole ormai da noi

De Chirico

De Chirico

Che vuole ormai da noi
dietro di lui
l’ombra del dinosauro.

Muta allora procedo calma
è la strada troppo calma
in mare decine di morti
sono uomini e donne come noi

Nelle piazze nessuno più urla
nessuno strappa bandiere
tutto calmo fermo chiuso
la rata da pagare non aspetta
è la fine dell’ascolto dell’attenzione

Qualcuno arriverà forse da lontano
a chiederci dei mali della fame della tristezza
non saprà cosa fare ma cercherà di capire
noi sapremo raccontare come mendicanti
qualcuno forse lo ucciderà.

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5 commenti

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5 risposte a “Emilia Banfi
Che vuole ormai da noi

  1. Giuseppina Di Leo

    Sono parole molto efficaci le tue, Emilia, specie quando persino la speranza di un cambiamento si conferma come non-pervenuta, finita sotto ai piedi, insieme ai morti di oggi.

  2. Giuseppina si è espressa molto bene e il linguaggio di Emilia mi sembra all’altezza della situazione . Vogliamo che l’Europa si faccia carico di queste tragedie e si comporti di conseguenza perché i deterrenti esistono , basta la volontà politica ispirata dal raziocinio e dall’umanità . Di tutti .

  3. Maria Maddalena Monti

    Cara Emilia,
    sei stata capace di esprimere con le tue parole efficaci, quel dolore che mi paralizza e ammutolisce.
    Maria Maddalena

  4. Rita Simonitto

    LAURA BOLDRINI – “Soccorrere è un dovere e non soccorrere è un reato”,

    PARIGI: RIUNIRE I PAESI UE – Il premier francese, Jean-Marc Ayrault chiede una riunione urgente dei paesi europei sull’immigrazione dopo la tragedia di Lampedusa. “E ‘importante che i responsabili politici europei ne parlino, e presto, insieme”, ha detto facendo riferimento ai drammatici fatti di Lampedusa. “Tocca a loro riunirsi per trovare la risposta giusta”, ha aggiunto sottolineando che “la compassione non è sufficiente”.

    SEAMUS HEANEY:
    Rifiutare l’altra guancia. Lanciare la pietra.
    Non agire in tal modo, alle volte, non rompere con
    l’adempiente che ti ferisce d’essere
    è fallire il colpo, te stesso, la regola intrinseca.
    Maledici chi ti ha colpito! Quando i soldati beffeggiarono
    Gesù bendato ed egli, a sua volta, non li irrise
    non si offesero né impararono nulla, tuttavia
    qualcosa fu reso manifesto –– il potere
    del potere non esercitato, della speranza intuita
    dagli impotenti, per sempre! Tuttavia, per Cristo,
    fammi un favore, almeno per questa volta:
    maledici, dai scandalo, lancia la pietra.

    E, ancora: *Ma non ho una vanga per succedere a uomini come loro./Tra il mio pollice e l’indice/ sta comoda la penna. Scaverò con quella*.»

    Noi oggi non abbiamo più nemmeno una penna da stritolare tra le dita per la rabbia impotente e per l’onta che continuamente si subisce. I nostri polpastrelli scivolano veloci sulla tastiera del PC. Veloci e distanti.
    Ma almeno bisognerebbe denunciare le anime sporche che prima creano il disastro (e l’anarchia) portando la guerra in un paese sovrano – la Libia, tanto per fare uno dei tanti esempi – e poi si lavano la coscienza facendo i salvatori dei poveri cristi a cui hanno inflitto la distruzione nascosti dietro l’egida della ‘guerra umanitaria’.
    Non si può continuare ad aderire ad un sistema di stampo mafioso che prima uccide le persone ‘non gradite’ e poi si presenta ai funerali esprimendo il cordoglio ai famigliari.

    R.S.

    • Annamaria Locatelli

      …se fossero solo stracci
      indumenti alla deriva
      diresti che spreco di biancheria
      il mare tanto bello ne é inquinato
      ma dentro ci stanno corpi in ossa e sangue
      speranze e promesse inabissate
      Che dire?
      Di catene ti sovviene
      nessun grembo generoso di madre
      accolse gli ultimi respiri
      ma il ventre famelico di pescecani
      inghiottì i resti umani
      Che dire?
      L’orrore cuce le labbra

      Annamaria Locatelli

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