Lucio Mayoor Tosi
Bighe sull’asfalto

BIGA-ROMANA.-25013

da http://mayoorblog.wordpress.com/

Più che se fossi re
capo di queste orde di pagliacci con faccia di semolino, incravattati e spenti come se tolti dal magazzino di un orologiaio, ebreo futurista zoppo e dongiovanni

più di ogni altro
marchingegno atto all’assemblaggio di confetturali profumate parole uscite posteriormente, bordeaux ceralacca, pressate dalla mano sul petto, giuramento di ladri

più di te
sì, te che leggi: ma che credi, pallido risotto d’asparagi, rimbambito spettatore che ancora aspetti nel teatro che brucia, che venga la fine delle sofferenze dal baffo grigio della storia

sì, più di te
io poeta almeno me la canto questa novela di straccioni cont’inbanca, buonisconto per una pacca in meno sulle spalle, a buon mercato intanto che il ratto

più di questa
vita stretta, prosciugata temperie di pensierini stagionali da dibattito carnoso e carnivoro come fosse per bene l’andare a spasso col naso per aria sdegnando

assai di più
vorrei dall’esistenza, almeno uno scossone alpino, un sommovimento tellurico, sottomarino, una parola di luce vermiglia che li bruci all’istante e con loro le cartamonete

io rido!
di voi che piagnucolando atterrite i bagagli dei vostri talenti ubbidienti e chinate la testa sul vostro scomparso organismo ritmo-pensante, drogato maniacale, domenicale assenza

più della pazienza
può il singhiozzo dell’ingordigia, e meglio ancora l’artiglio di un uomo di pace che separi l’umano dal pesce surgelato dicendo: vi strozzi la ricchezza se di ricchezza vorreste morire.

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4 commenti

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4 risposte a “Lucio Mayoor Tosi
Bighe sull’asfalto

  1. Ogni tanto ci proviamo con la poesia politica, anche se però mi limiterei a chiamarla pubblica. Non fosse altro perché non riesco a concepire un verso dove sai già dove andrai a parare, e mi sembra che nelle poesie politiche sia quasi sempre così. Mi sto persuadendo che per scriverne bisogna alzare la guardia sui propri condizionamenti affinché le parole possano uscire nuove e con freschezza creativa. Sul risultato di questa mia non so dire, non spetta a me, ma so del piacere con cui l’ho scritta. Grazie Ennio per averla ospitata sul blog.

  2. emilia banfi

    Che stile! Ma anche che rabbia! Come al solito Mayoor dà il massimo . Per non sentirci pacchetti surgelati colorati dell’Esselunga , Mayoor si scuote e ci scuote provocando in noi una sorta di rivoluzione . L’intorpidimento diventa sangue che circola ma lascia a chi vuole continuare a dormire sopra la ” sicurezza” del denaro , la possibilità di morire con esso.

  3. “più della pazienza” ( …)
    In ripresa diretta televisiva andrebbe letta da Boldrini e da Grasso agli ineffabili colleghi e a quanti hanno orecchi per intendere .
    In gamba caro Lucio .
    leopoldo –

  4. Maria Maddalena Monti

    Caro Lucio,
    mi piace questa tua poesia che va ben oltre l’esperimento.
    Le immagini sono forti ,pittoriche direi, così che la denuncia si sente e si vede,s’imprime negli occhi e nella mente.
    Maria Maddalena Monti

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