Antonio Sagredo
Carta n.° 3

silenzio-11

Il Potere e il Vuoto non cancellano uno specchio affatturato,
lo sguardo che non sai se tuo o dell’occhio che perseguita
una visione… ma questo è ciò che appare, e non ha valore!
L’oscillare di un’armilla disturba l’asse ottico e il suo vaneggiare.

Chi sono io prima di un soggetto che mi reclama un volto,
che con un trucco si ostina a celebrare una legnosa colpa?
Il patibolo della parola è approntato – il sonetto di una corda
è teso – il carnefice ha scuoiato la rima, la figura, e la sua maschera!

Perché era di carta la mia voce, e la mia parola, e il canto…
invano orfani lungo un fraseggiare di elogi e di epitaffi,
e non mi ritorno più in me stesso, non mi so ascoltare più il mio
silenzio… ma quel rancore m’inquieta più del mio congedo!

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1 Commento

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Una risposta a “Antonio Sagredo
Carta n.° 3

  1. emilia banfi

    Bellissima e molto attuale. La vita solo la vita a volte è giusta.

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