Pietro Peli
Inno a Nettuno

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Il freddo ogni tanto
saggia l’indifferenza
come l’imbuto che tutto attrae
e nel gorgo non conserva il fuoco.
Nel tempo profondo egli rimane muto,
nello spazzare delle macchie, dei venti
una lontananza che uccide
tra i marosi immaginari.

Laggiù, lontano ♆
tra quei venti d’azzurro
che la bellezza ha donato
l’estremo gelo dell’universo.

Innalza quel buio
il terrore che finge d’essere marino,
quel cuore che sembra
entrare nelle vene,
ogni volta che l’occhio perde
la luce.

Laggiù lontano,
nessuno.

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3 commenti

Archiviato in RICERCHE

3 risposte a “Pietro Peli
Inno a Nettuno

  1. Giuseppina Di Leo

    La paura nasce dall’indifferenza, ci dice Pietro Peli, un “terrore” paragonabile, per la profondità, agli abissi del mare, quasi avesse concrezione di perla.
    Da lettrice (e poeta) trovo che l’accostamento del mare alle paure acquista qui una grande valenza espressiva.

  2. Pietro Peli

    Quando si trattò di tornare alle poesie alla Luna, come suggerito da Giorgio Linguaglossa, io ho cercato un’altro pianeta: in effetti, la poesia più che a Nettuno, dio del mare, è un omaggio alla mia passione per l’astronomia. Il Nettuno cui guardavo è quello astronomico, il cui simbolo è il tridente del primo verso della seconda strofa. Poi è ovvio: il nome, l’aspetto morfologico del pianeta non poteva non rimandare al mare ed all’Enosictono.

  3. Si potrebbe anche interpretare come poetica dell’ateismo esistenzial-pessimista perché senza dio e nulla che al suo posto dia senso all’amore e a tutte le cose in cui spera l’ottimista infantile che non vede la propria rovina e quelle intorno in quanto manca il senso della misura detto anche buon senso, sia nell’uno che nell’altro? Ma dove mai se ne è andato dio? “Laggiù lontano / nessuno”. Se così è una ricerca dal calore infernale, piacevolissima per me.
    Parole lentissime, soppesate ma possenti. Ma nel verso “quel cuore che sembra / entrare nelle vene ” avrei letto volentieri “nel ventre”.
    Bravissimo e indipendente, o bravissimo perché indipendente. Buio e meraviglie del buio. Grazie.

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