Si avvicina l’11 settembre e forse un’altra guerra…

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7 risposte a “Si avvicina l’11 settembre e forse un’altra guerra…

  1. Rita Simonitto

    Con ansia ho aspettato giorno dopo giorno che qualcuno rispondesse a questo post, ma non con la trepidazione dell’amante che ha bisogno del suono amato per sentirsi riconosciuto, ma con la febbre del prigioniero che vuole sapere se fuori c’è ancora un linguaggio che lo rappresenti e lo spinga a rimanere vivo.
    E, pur delusa, mi sono stupita e interrogata su questo silenzio: non era necessario scrivere poesie – non si trattava certo di un tema facilitante: se posso sfidare chiunque a confessare di aver scritto versi alla luna, perderei senz’altro se scommettessi su quanti hanno nel loro cassetto poesie sulle tragedie del mondo -. Ma bastava anche un semplice: “c…o!!!”.
    Ma con così poco non si dà nessuna kermesse, non c’è vetrina ma solo dolore impotente.
    E, forse – è una domanda che mi pongo – anche il linguaggio della poesia è impotente.
    La poesia non può trattare di cose così crude: pur sentendosi implicata in esse il suo compito è trascenderle.
    Ma il poeta?
    Siamo così presi dentro l’orrore di queste ripetizioni che ci manca la parola, una qualsiasi parola? (ma Freud diceva che si è condannati alla ripetizione quando non si ricorda e non si rielabora).
    O ci sentiamo impegnati soltanto in quello che sappiamo fare e cioè ‘poetare’?
    Ma questa ‘parcellizzazione’ non è un prodotto di questi tempi che cerchiamo di criticare?

    R.S.

    • Giuseppina Di Leo

      Mercoledì 12 Giugno 1974.
      Sono le 15,10. Poco fa, al giornale radio, ho ascoltato una notizia orrenda: a Santiago del Cile sei uomini saranno uccisi perché sostenitori dell’ex presidente Salvatore Alliende. – Da un mio quaderno del ’74.
      I nomi forse non furono neppure detti.

      L’orrore è nel silenzio. Quello degli organi di stampa, del mondo politico e di tutto il ceto intellettuale, poeti inclusi.
      E’ verissimo quello che dici, Rita, l’impotenza della poesia non può essere una scusante. Dovremmo meglio reimpostare la nostra visione del mondo, capire che siamo coinvolti TUTTI, che la guerra e la violenza ci tocca da vicino, che non ci sono né possono esserci ‘nazioni neutrali’, né tantomeno cittadini ‘neutrali’.

  2. ro

    carissime Rita e Giuseppina e caro Ennio,
    qui, o a promessa del post di Lucini, non sono d’accordo nel sottolineare qualcosa come il silenzio , puntando il dito e giudicandolo gravemente omissivo, tanto più di fronte a certi temi che ai più di questo blog come forse ai più del mondo giungono vuoi come botte di dolore senza ulteriori commenti parole scritture o a voce, vuoi invece con una reazione quasi fisica in cui ci si scrolla le spalle e si passa avanti…

    se stanno a cuore certi problemi (politici o poetici o poetici-polici) e se si è consci del mezzo in cui ci troviamo (ergo dell’indistinto che ci è di fronte oltre tastiera e schermo) occorre avere mooooolto riguardo, sia nel bollare il silenzio dei lettori invisibili, sia nel bacchettare i commentatori meno invisibili ma comunque tali. A meno che facciate parte dell’esercito della salvezza per cui poi non criticare altre bacchette, bacchettoni e buonisti a seguito.

    E’ ormai del resto talmente facile fare testi, commenti, canzoni stile anti-war, che l’ha capito pure l’apparato marketing del papa.

    dunque ricapitolando:
    1
    chi ha “l’amore” (e la fatica) di offirire gratuitamente la cura di uno spazio in rete, senza nulla in cambio(pubblicità compresa) , deve accettare di non avere manco un fiato (leggi commento), qualsiasi sia il tema. Ne’ tantomeno ergersi a giudice di chi si affolla sulla luna, lasciando estinti tutti gli altri pianeta
    2
    chi ha a cuore temi geopolitici, delle dominazioni , delle guerre, delle menzogne, etc etc deve semplicmente fornire molteplicità di strumenti (documenti, letture, proposte, testi, filmati, autori etc etc) normalmente sottratti alle persone (dunque anche ai frequntatori di questo luogo) dal grande fratello (s)culturale che tutto imbeve, alimenta e possiede.
    3
    se non si vuole possedere la parola e il silenzio, come coloro che hanno rubato il mondo, occorre porsi in postura diametralmente opposta, pena non essere credibili, nonché ottenere l’effetto contrario maggiorato ogni volta all’ennessima potenza, di tutti coloro che in questo luogo8tanto come avviene in tutti gli altri) scappano a gambe levate di fornte a certi temi (continuando a rimanerne ignoranti, sia sulle vere cause che sugli effetti).

  3. Non so dov’ero l’undici settembre, sa io non ho quasi memoria. Come ha detto che mi chiamo? Immagini davvero impressionanti. Le trasmisero in televisione praticamente in tempo reale. A proposito, a che ora accadde, avete controllato? Perché sa, magari era un reality, una cosa esagerata ma ben congegnata. Come l’allunaggio del ’69. L’Apollo 11, guarda caso. Davvero, mi creda, erano troppo ben fatte per essere delle riprese di cronaca. Fosse così, accidenti, che gran giornalismo! Quegli omini che cadevano nel vuoto… pazzesco!

    Sì, pazzesco. Uno spettacolo davvero impressionante. Tant’è che pensai subito che fosse opera del G.I.M, il grande impero mediatico. Ha mai letto Orwel? Ecco, è una storia complessa: il governo americano decide di aver bisogno di una guerra per sbarazzarsi di Saddam Hussein, addestra il migliore dei suoi agenti segreti, Bin Laden, perché interpreti la parte di uno zorro moderno; si dia alla macchia e aspetti il momento convenuto per chiamare a se’ l’attenzione del mondo intanto che loro si sistemavano per bene in medio oriente. La Russia era solo uno spauracchio per tenere desta la minaccia di un conflitto mondiale. Quella sì che è una cosa che fa paura a tutti.

    Cambiano le generazioni ma l’ultima guerra ce la ricordiamo ancora, eccome. Tutta quella miseria, dover vivere di patate e scatolette di tonno e piselli, le auto parcheggiate per sempre perché manca la benzina. Tutte quelle carriere interrotte proprio adesso che la grana cominciava a circolare e ogni giorno chiunque poteva ritrovarsi col volto sorridente e soddisfatto sulle copertine delle riviste. Bravo, ce l’hai fatta, diceva la gente. Anch’io, anch’io. Non trovavi un paio di occhiali da sole decenti a meno di 350 euro. In attesa di farti la Mercedes ti prendevi la Golf ultimo modello, che fino a pochi anni prima costava quanto un’utilitaria.

    Nei reality televisivi, di giorno la gente quasi si scannava per davvero. Poi abbassavano le luci e si capiva che scopavano, quello con quella e quella con quello. Lo facevano davvero? Sì sì, già che c’erano… mica erano dei robot. E al mattino, prima di tornare a scannarsi ecco delle gran colazioni. Frutta, uova e brioches per tutti, anche per quelli più scontrosi, i belli e dannati. Non è questa l’idea che dovremmo avere tutti del paradiso? Però non potevano uscire, nemmeno per una passeggiata. Erano in galera, costretti a una promiscuità forzata. Poveretti. D’altra parte qui che si fa? Più che andare a lavorare per quella famiglia che bisogna avere, se no ti guardano male…

    Comunque lo spettacolo era pronto, scelsero un idiota, uno vero, non come Reagan che il mestiere dell’attore l’aveva fatto, e lo istruirono a dovere. Chi? E che ne so, suppongo il regista, il grande regista del G.I.M, che poi sa, nel cinema si lavora in equipe, ci vuole la squadra, chi fa il presidente, chi il generale, il prete, il trafficone, l’opinionista. Però, pensai, che idea straordinaria quella di far saltare le Torri Gemelle, pensare che c’ero stato appena un anno prima, all’ultimo piano per bere un caffè e fare delle fotografie. Mai che me ne vada bene una, pensai.

    Ma fosse vero, se davvero degli estremisti avessero osato quell’impresa? Beh, vuoi vedere che per una volta gli americani provano quel che prova la gente del resto del mondo, quando gli cade in testa un’atomica o una gragnuola di bombe, o li sterminano coi campi minati, il napalm o l’Hiv? Che pensavano, di essere in missione per conto di Dio, di essere calati dal cielo insieme agli Annonauti? Che abbiano una mentalità da legisti, che pensavano? che fan tutto il male solo loro e gli altri sono cippe?

    Comunque, l’idiota si mise al lavoro e si fece la guerra che volevano. Raccolsero Saddam Hussein, che nel frattempo si era nascosto in un tombino, e ovviamente l’impiccarono. E’ tutto scritto nel libro della storia. Naturalmente poi tutte queste cose vengono a costare, le quotazioni della famiglia Forrester ne avranno risentito. Serviva una ricchezza irreale, una ricchezza non condivisibile, irraggiungibile, da mettere al sicuro. Numeri. Sì, servivano numeri, non volgari monete. Coi numeri non ci si sbaglia. Perfino un’azione cristiana oggi si chiama otto per mille. Hai fame? Toh, fatti questa moltiplicazione.

    Non so dov’ero, ne’ so se ci sia una morale in tutta questa faccenda. Stamattina pensavo che se fosse per me vivrei come un clochard, in una casa dove le fotografie del passato si nascondono tra la polvere e i soprammobili, chiamiamoli così, che si accumulano di giorno in giorno. Che invidio il disordine in cui viveva la Merini, e vorrei un atelier come quello di Francis Bacon che usava le pareti come tavolozze per provare i colori. Dai tempi delle Twin Towers è come se tutto si sia ribaltato, anche per me. Desidero povertà, mangiare frutta che sappia di frutta, amare realityvamente i miei vicini di casa, i poeti che la ricchezza l’han sempre guardata con disprezzo. Imparo da Picasso, il mio gattino di tre mesi, che è un giovane atleta e la guerra la fa solo con me.

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