Ennio Abate
«PER UN BREVIARIO OCCIDENTALE 2»

foscolo_1

@ Massino
divorator di “destri”
ed elettor di un PD
che coi “destri” governa
[Cfr. qui per contestualizzare]

IN MORTE DELLA DEMOCRAZIA NEGLI ANNI
di Ugo Fosco

Un dì, se non andrai sempre votando *
senza cavarci niente, mi vedrai seduto
su la tua pietra, o elettor mio, gemendo
il garofano rosso e il Turati canuto.

Madre Sinistra, suo dì tardo traendo
di D’Alem parla col tuo cenere muto;
ma io deluse a voi le palme** tendo;
e se da lunge i miei euro saluto,

sento l’avversa Nato, e le secrete
Abu Ghraib che col tuo voto avallasti,
e …AZZ! dico. Cara pagaste la quiete!

Questo di tante riforme oggi mi resta?
Yankees, l’ossa anche mie rompete
poi che rompeste la Sinistr’onesta.

—————————————————–
* prima a sinistra, poi a destra o viceversa

** sia quella di destra che quella di sinistra

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20 commenti

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20 risposte a “Ennio Abate
«PER UN BREVIARIO OCCIDENTALE 2»

  1. emilia banfi

    In memoria del grande Fosco…lo
    che nella tomba
    tranquillo or più non giace
    dico:
    NON MI PIACE

  2. Ma no, è geniale, ironico, trilussiano (anche se Trilussa non c’entra, ma è lo spirito). E’ un innocente divertimento, e ne ho scritto anch’io molti, e un giorno o l’altro avrò il coraggio di scoprirmi ☺
    Va preso per quello che è: una provocazione sorniona…
    Io ho fatto di peggio: sui lici greci:
    (Alceo, D63)

    O voce macha,
    nasone viola,
    melodia di vinaccia.

    (Archiloco, D. 1)

    Servo io sono dell’ometto, signore dell’etere,
    e mi son care le cene alla villa di Arcore.

    (Archiloco, D.2)

    Impastata è la polenta nel paiolo,
    nel boccale il vino che m’impasta,
    al boccale io m’aggrappo quando parlo.

    (Archiloco, D.15)

    Fico bustotto che agli occhi ti offri di molte lombarde
    senator villoso, speranza delle tarde.

    (Archiloco, D.26)

    Puzzava di vino, di feccia, di grappa,
    anche uno scemo non l’avrebbe votato.

    (Saffo, D.61)

    Quale zotico bifolco t’ha sedotto
    vestito d’una zotica maglietta
    che neppure si cambia di domenica
    o alle feste comandate?

    Eccetera eccetera…

  3. emilia banfi

    Oh Sì Gianmario! Hai ragione da vendere! Ironia ! Innocente divertimento…ma al piacer non si comanda.

  4. Caro Ennio,
    se nel XVIII secolo i bianchi americani avessero impedito il canto ai loro schiavi, oggi non ci sarebbe il blues e Obama non sarebbe presidente degli Stati Uniti. Lo stesso sarebbe accaduto se la gente di colore, invece di cantare quella loro musica sociale, avessero cantato i temi della bibbia. Oggi saremmo tutti ancor più tristi e malmessi. Con questo voglio dire che, fatta eccezione per il dialetto, un linguaggio alternativo che sia espressione delle sofferenze e delle aspettative di una classe sociale sottomessa non è mai esistito. Non esiste, non è mai esistita un’arte dal linguaggio autoctono, di classe, nata nelle catene di montaggio, nelle acciaierie, negli ospedali, nei quartieri desolati delle periferie, nella povertà più nera, da questo contesto di abbandono e privazione, di rabbia e di sogni, d’amore e di speranze. Non ne senti la mancanza? Lo stesso Scotellaro, di cui s’è discusso su questo blog di recente, deve scrivere versi lindi come questo: Vuoi sollevare per favore il sacco, / accendere il cerogeno / minuscolo sul lare, /vuoi quieta lasciarti prendere, amare?”. E’ bravo, è perfetto, quelli dell’accademia possono stare tranquilli.

    • ro

      ciao Lucio..mi sa che per scrivere così (mi riferisco in particolar modo alla tua apertura, da cui discende poi tutto il resto), tu abbia perso qualche pezzo per strada, non ultimo, visto che ti appelli allla storia dei neri, “il pezzo” di Malcom X et simili…

      insomma il tuo discorso non fa una grinza ad una sola condizione: se, prafrasando fra pelli a diversi generi etc, i nostri squa_droni pa_droni. la_droni , rigorosamente democrtici, trovassero come prossimo capo colonia d’ytalya, un gay , un disabile o una lesbica per poter meglio sbandierare, come con l’ex fascista napo-nato, quanto sono umanitari, democratici, insomma brava gente…

      • Ci pensavo da giorni, e questo post di Ennio mi ha offerto l’occasione per parlarne. Penso che la buona poesia sia sempre socialmente impegnata, ma solo una parte lo è anche polticamente, in modo manifesto. Ennio insiste molto su questo aspetto, così ci ragiono come altri. E ho pensato che Ennio non ha mai considerato il linguaggio, se non ricordo male, ma si è sempre soffermato sui contenuti. La mancanza di un linguaggio appropriato, di una tradizione linguistica diversa, se vogliamo alternativa, mi sembra evidente. Mi limitavo a dire questo. L’ho pensato mentre leggevo della storia del blues. Ho collegato le due realtà e ho tratto le mie conclusioni.
        L’idea che ci possa esser un giorno un papa gay mi lascia indifferente, ma mi diverte.

  5. emilia banfi

    Cara Ro
    la brava gente
    non si sente
    sta a guardare
    sta a pensare
    tutto per ben sa fare
    tranne che comandare.

  6. ro

    @Emy
    non ho capito la tua risposta, come sicuramente non ho scritto qualcosa di vagamente comprensibile ai tuo sguardo, il tuo sguardo sullle cose del mondo, e verso non tanto i cannibali democratici che ci comandano, ma verso le pecorelle che non comandano, brava o cattiva gente che sia, ma che prevalentemente è condannata a bersi nei secoli ogni pastore, compresa quelli attuali un po’ più tanto zombies, ma travestiti da neri, gay o lesbiche o diversamente ribelli

    @ Lucio
    mi sa che sul divertimento e l’indifferenza su certi papi neri o bianchi( o temporali o pseudo-spirituali che siano), e che dici spostando il discorso o lo scettro da una casa a una cupola bianca non si sa bene perchè , tutto coincida con il disegno dei guardiani del mondo che proprio su questa indifferenza allo smascheramento hannopuntato e vinto (per ora , e se andrà avanti così, per sempre) …. tale risultato è voluto non tanto dai miliardi di persone all’analfabestismo e alla fame (materiali o spirituali) ma da persone come te, che tutto sembrerebbero e soprattutto vorrebbero,da loro stessi, tranne che ignorare l’alfabeto minimo, pur solo in alcune vocali o consonanti, che compone il reale linguaggio horror del pianeta.

  7. ro

    ec
    non tanto dai miliardi di persone CONDANNATE all’….

    • Giorgio Linguaglossa

      caro Ennio,
      è uno scherzo, un gioco, una simpatica puntura di spilli… Ho vari ricordi di Vito Riviello morto da alcuni anni, che ogni volta che ci incontravamo ripeteva sempre la stessa solfa: «che il più grande poeta del Novecento era stato Totò»; io per rispetto non commentavo quella sua asserzione fingendo di prenderla per una battuta. Aveva vissuto bene, con la pensione della legge Bacchelli, non aveva mai lavorato in vita sua… lui meridionale lucano sapeva bene come imbrogliare i letterati del Nord e del Centro e ingraziarseli. Anch’io credo che con la poesia ci si possa anche giocare, ci si possa scherzare; però dobbiamo essere onesti intellettualmente: di scherzo in scherzo il passo successivo sarà la poesia da cabaret, arguta, spiritosa, irriverente magari, ma, fammelo dire, del tutto innocua, nel senso che dopo averla gustata possiamo dimenticarla. Dunque, un giorno risposi a Vito Riviello che se lui per primo diceva che la sua poesia era «giocosa», cioè un «gioco», sarebbe andato a finire che nessuno l’avrebbe presa sul serio… magari qualcuno avrebbe fatto finta di prenderla sul serio. Lui mi disse che Giulio Ferroni aveva firmato il saggio prefazione a tutte le sue poesie edite da Manni. Al che Io mi limitati a stare in silenzio. Del resto che cosa avrei potuto io contro battere al nume tutelare di nome Ferroni?

      • Sgarbi ha detto quella cosa? É come dire: “tutti i cretesi sono bugiardi” (firmato Epimenide di Creta). E’ come dire che l’essenza della banalità inizia a filosofare.

      • Ennio Abate

        @ Linguaglossa

        Caro Giorgio,
        a te che sei ammiratore di Palzzeschi posso dire:…e lasciatemi divertire!
        Almeno ogni tanto. Sì, dovevo pungere Massino per la sua accanita tendenza ad etichettare ogni dissenso come pensiero di “destra”. E l’ho punto nel suo “sacro riformismo” che proprio con la “destra” è alleato al governo. Stop. Sono per una poesia esodante, non “ridens”. Anche se ammiro Rabelais, Gogol e il nostro Carlo Porta (quello dell’Ottocento) e tanti altri che col comico bazzicano. Porta poi – oh scandalo! – si prese il lusso di strapazzare perfino padre Dante abbassandone alcuni canti della Commedia in milanese:

        111′
        Leggevem on bell dì per noster spass
        i avventur amoros de Lanzellott;
        no gh’eva terz incomod che seccass,
        stoo per dì s’avarav poduu stà biott; 4
        e rivand in del legg a certi pass
        ne vegneva la faccia de pancott
        e i nost oeucc se incontraven, come a dì
        perchè no pomm fà istess anca mì e tì? 8
        Ma quand semm vegnuu al punt che el Paladin
        el segilla a Zcnevra el rid in bocca
        cont el pù cald e s’ciasser di basin,
        tutt tremant el mè Pavol me ne imbocca 12
        vun compagn che ‘l ne fa de zoffreghin.
        Ah liber porch, fioeul d’ona baltroccal
        Tira giò galiott che te see bravo:
        per tutt quell dì gh’emm miss el segn, e s’ciavo! 16

        (Carlo Porta, Le poesie, Feltrinelli, Milano 1976, pag. 668)

  8. emilia banfi

    A Ro
    volevo semplicemente dire che al “comando” è difficile trovare brave persone sia esse gay o lesbiche o di colore ecc, ecc, …è il comando che rovina o perlomeno così mi pare, e chi vuol fare bella figura dimostrandoci che considera tutti i cosidetti diversi e li accetta per avere consensi, non fa altro che avvalorare la mia tesi . Anche fra i “diversi” c’è chi vuol fare carriera e vivere con tanti soldi in tasca. I diversi sono la brava gente che riflette e pensa che la politica debba avere leggi uguali ma proprio uguali per tutti . Poi quando sei sul cadregotto (per dirla alla lombarda) , tutto cambia nei sescoli dei secoli. Amen

    • ro

      Bene. quindi Emy cara, seguendo questo tuo ulteriore passo di cui ti ringrazio, i vari Lucio e non Lucio hanno di fronte a questa tua lapalissiana rilevazione (scusa se torno allo sguardo sulle pecorelle) un certo bisogno di illusione;ancora non hanno avuto abbastanza del peso della storia, si accontentano di un nero che diventato come e più di un uomo bianco, senza vedere tutti i i gulag per neri, bianchi, gialli o blu.. ragion per cui al posto dei vari disvelamenti sui vari trucchi (ulteriormente arricchitisi solo nell’arco dell’ultimo secolo, rispetto ai consueti dalle caverne a oggi) preferiscono illudersi sul “papà di tutti noi” piuttosto che vederlo così com’è, re giorgio o napo nato che sia, obama o dronimperatore che sia, etc etc…anzi le pecorelle per giunta si divertono a piacere, vuoi con l’ultimo tormentone royal baby tanto come, quando e se avverrà, facessero presidente del colle una serva come emma o un servo emmo gay suo pari.

      • Rò, salti troppo in fretta alle (tue) conclusioni. Secondo te non c’è una persona in vista che non sia stata messa lì per qualche scopo occulto. E non fai alcun distinguo, non concedi eccezioni. Io penso che invece abbia ragione Sgarbi quando sostiene che molte persone hanno successo perché sono mediocri (faceva l’esempio di Mike bongiorno). Penso questo anche di Grillo e Casaleggio, che pure hanno la mia momentanea approvazione. Perché non dici qualcosa sul linguaggio alternativo (che non c’è) e premi estremizzando le mie parole facendomi dire cose che non ho detto, tipo che idealizzo romanticamente il povero negro senza considerare il resto. Su, dammi del deficiente che fai prima, no?

  9. emilia banfi

    Eh sì cara Ro la politica non è il mio forte! Ma so bene la storia che mi ha raccontato e racconta la gente che della dignità ne ha fatto il suo stendardo e timidamente aggiungo anche in poesia. Con questo non voglio dire che si non si possa prendere un grande poeta e i suoi versi per farne dell’ironia, ma non mi piace davvero non mi piace punto .

  10. ro

    @Emy@Lucio
    Non credo che la politica non sia il vostro forte, né vi percepisco o sento come deficienti . E se proprio ci vogliamo mettere il deficere credo che sia piuttosto un deficit molto diffuso, fra poeti e non, nella società civile e/o invicile, e coltivato dalla stessa matrice-blob ( di dx o sx o grilla etc) che anche in questo sito viene denunciata (soprattutto da Linguaglossa) come causa di un’omologazione totale a determinati parametri tramite cui dare spiegazioni, gusti, o disgusti, molto comodi (neanche tanto a chi li epsrime ma molto più ai potenti, visibili e invisibili) sulle cose del mondo ( tutte politiche) sia che riguardino eventuali o presunte o futuribili conquiste, sia che riguardino sconfitte etc etc …. Non credo che serva inoltre Il ritornello (in rumore di fondo o puro suono che possa legittimamente essere), che avviene matematico (non solo qui) brandendo certe parole-scudo o stendardo quali “dignità”, o” onestà” .Perché è nella piccola pratica quotidiana, anche delle conversazioni sulle cose del mondo, che si dà corpo e anima tessendo o tagliando o cucendo o rovesciando, sversando etc il tessuto di quella bandiera…se ad esempio si dice ( non ricordo più in quale post se Emy o Lucio o chi altro) che si è d’accordo sull’arte della denuncia con lo sberleffo poetico, quale arma delle più potenti per denudare burattinai e burattini svelandoli nudi e crudi come sono, occorre in questo post quantomeno motivare/argomentare (possibilmente oltre il linguaggio,purtroppo ormai non solo internettaro, del “mi piace e non piace”) quali sono i punti deboli dell gioco sbeffeggiata di Abate. Ovviamente io non essendo un tecnico addetto ai lavori non potrò mai esprimere il mio livello di critica nemmeno a un miliardesimo delle capacità di un Linguaglossa o simili, ma dovrò almeno sul piano dei contenuti che voleva trasferire Abate, attenermi, nel caso di dissenso o disapprovazione, fornire la mia critica su quel piano( non escluso, anzi primo, ciò che non mi avesse convinto sul piano figurativo del suo Fosco). Pena perdere il mio senso di dignità.

  11. ro

    Butto una domanda al vento : forse quel “non mi piace”, o quel presunto swing di Obama, potrebbe essere generato dal contesto sollevato da Abate? La sbeffeggiata, non riguardando solo certi potenti, ma chi dal mitico basso li ha introiettati e diffusi (come progressisti, democratici, rivoluzionari, per il cambiamento o nobel etc ) provoca arrivati a questo punto, se non un certo fastidio (ovviamente più al basso che all’alto) un’immediata deviazione,rielaborazione, rimozione( placando con mille e più meccanismi di reazione individuali, quella bestia che è il dolore di fronte a certi temi).

  12. @ rò
    Credo di aver sbagliato ad introdurre qui quell’argomento sul linguaggio, che mi portò a dire di Obama, che tu interpretasti erroneamente secondo me, che ci portò al deficiente. Per una volta che Ennio, invece di affrontare un argomento a muso duro, si vuol divertire (cosa che sa fare benissimo), sono partito per altri luoghi per il fatto che a questo stavo pensando in questi giorni. Invece la parentesi è per la satira. Politica tanto per cambiare, ma non politica perché tutto è politica, no, parliamo di Fiat Mirafiori in un romanzo, e del ’68, quando tutto cominciò, e del pd, dove tutto finisce, anche se tra una cosa e l’altra non v’è legame alcuno. Ennio lo sapeva già nel ’68 ma ci tiene a ridirlo, che la sinistra s’è svenduta. Quindi, giacché lo sapevo anch’io fin dal ’68, non vi scorgo nulla di nuovo, ma mi divertono le postille: * prima a sinistra, poi a destra o viceversa, ** sia quella di destra che quella di sinistra. Lui ci è portato a queste cose, credo che un po’ gli manchi il dialetto.

  13. emilia banfi

    A Ro

    Quel non mi piace l’ho chiarito molto bene e si riferiva all’ironia sul Foscolo. Cmq il fatto che non piaccia a me riveste davvero poca importanza. ciao RO! E ciao tutti!

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