Giacomo Conserva, non è strano [GC, ‘WAVES’, 1979].

amanda un the sauna, 1991.pgda http://gconse.blogspot.it/2013/06/non-e-strano-gc-waves-1979.html

Lu il viandante
Li la bellezza fiammeggiante
il mio I King di ieri
& oggi cosa mi risponderà
è una astronave
è una esplosione
si è persa tra costellazioni
mi è comparsa davanti sorridendo
chi cerca il nirvana
e è Tolkien
& Patti Smith
è questo fiume che attraverso
voci di cavalli mi prendono in giro
& parlano cantano e ridono
un’altra dimensione dice la regina
un’altra dimensione
dice la mia coscienza
vuoi essermi vicino
le vostre dita sul mio corpo
& ho attraversato il fiume
venite, il tempo sta passando
è colorato è una locusta, si muove leggero
come lei
& ora i miei occhi sono vuoti
guardo la televisione ma non so
guardo la televisione per crescere ancora
& cosa dovrei fare dovrei piangere
o scendere il fiume
guardando le rive e lasciando che mi guardino
dov’è il nirvana
tutti e tutti senza te
non ho mai detto
non è strano
dovrei andarmene lungo il fiume
tutti
non è strano
non è strano

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2 commenti

Archiviato in RICERCHE

2 risposte a “Giacomo Conserva, non è strano [GC, ‘WAVES’, 1979].

  1. Una bella poesia, sì. Un germoglio.
    Che a tratti mi ricorda il senso dell’a capo
    che tanto spesso non capisco
    che qui talvolta è semplicemente
    l’inizio di un verso.

  2. emilia banfi

    Impavida , allucinata questa triste poesia che dimostra quanto un’intelligenza svuotata del suo significato porti a qualcosa di sostitutivo che ben i poeti conoscono.

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