SEGNALAZIONE. Kamen n. 43. Rivista di poesia e filosofia.

Kamen' 43

È  stato pubblicato in questi giorni il quarantaquattresimo numero (n. 43, Giugno 2013), della rivista  di poesia e filosofia Kamen con le sezioni di Stilistica, di Poesia e di Materiali.

La sezione di Stilistica a cura di Margherita De Michiel e Stefania Sini prosegue la traduzione degli scritti di Grigorij Osipovic Vinokur. Del grande studioso russo sono tradotti da Cultura della lingua: “La lingua della Nep” e “Puškin prosatore”.

 

Grigorij Osipovic Vinokur nasce a Varsavia  nel 1896 e giunge a Mosca nel 1904 dove studia lingua al ginnasio Strachov. Nel 1916 si iscrive alla Facoltà di filologia. Il suo maestro Dmitrij Nikolaevic Ušakov lo introduce sin dal primo anno nella Commissione dialettologica moscovita (Moskovkaja dialektologicesjkaja kommissija). Altri suoi maestri sono Michail Nikolaevic Peterson, Vjaceslav Nikolaevic Šcepkin, Michail Michajlovic Pokrovskij. Durante gli anni universitari si occupa quasi esclusivamente di linguistica. Di letteratura si interessa frequentando il Moskovskij Lingvisticeskij Kružok (MLK: Circolo Linguistico di Mosca), gruppo studentesco di cui fanno parte Roman Jakobson, Petr Bogatyrëv, Boris Tomaševskij   Pavel Sakulin e altri. Ne diviene presidente negli anni 1922-23. In questi anni conosce i poeti e teorici del Futurismo: David Burljuk, Velemir Chlebnikov, Vasilij Kamenskij, Nikolaj Aseev e soprattutto Vladimir Majakovskij. Collabora al lef (Levyj Front Isskustv, Fronte di sinistra delle arti, fondato da Majakovskij e sodali, attivo a Mosca dal 1922 al 1929). Il suo primo lavoro pubblicato è dedicato al poema Oblako v štanach (La nuvola in calzoni) di Majakovskij (1915). Alla poesia del grande poeta futurista Vinokur dedicherà trent’anni dopo il volume Majakovskij – novator jazyka (Majakovskij novatore della lingua), Moskva, Sovetskij Pisatel’, 1943. Dal 1924 comincia a prendere parte ai lavori della Gachn (Gosudarstvennaja Akademija Chudožestvennych Nauk: Accademia Statale di Scienze artistiche) nelle cui collane pubblica nel 1927 Biografija i kul’tura. Accoglie con convinzione via via più risoluta la lezione del filosofo Gustav Špet e giunge così all’inevitabile rottura con il lef e con il metodo formale, che egli non esita a tacciare rispettivamente di nichilismo e di fragilità e arretratezza teorica. Dagli anni Trenta insegna a Mosca presso l’Istituto Pedagogico, l’Istituto di Storia, Filosofia e Letteratura e all’Università. È membro della Commissione dell’edizione delle opere di Puškin per l’Accademia delle Scienze. Lavora al Dizionario della lingua russa dell’Accademia delle Scienze, poi pubblicato due anni dopo la sua morte nel 1949 a cura di Sergej Petrovic Obnorskij, al Tolkovvyj slovar’ russkogo jazyka a cura di D.N. Ušakov, e al dizionario della vita di Puškin.

 

La sezione di poesia è dedicata al poeta nicaraguense Anastasio Lovo a cura di Elena Klusemann.

Ad una scelta di poesie appositamente approntata per la rivista dal poeta nicaraguense, fa seguito il saggio di Daniela Marcheschi: La poesia di Anastasio Lovo e laBibliografia essenziale”.

Anastasio Lovo (in realtà José Anastasio Salvador Lovo Téllez) è nato nel 1952 a Bluefields in Nicaragua. Ha seguito gli studi primari e secondari nella città di Juigalpa, Chontales, dove è vissuto fino ai venti anni. Trasferitosi nella Repubblica del Cile per gli studi universitari, vi si è specializzato in Letteratura Ispano-americana e Semiotica, completando la sua formazione alla Universidad Nacional Autónoma de México (nel 1974) e alla Universidad Mayor de San Marcos, Lima, in  Perú (nel 1975). Nel 1973 ha vinto la selezione del  Premio Internazionale di Poesia Apollinaire, Palma de Mallorca, Spagna, ed è stato membro per il Concorso nazionale del Taller de Poesía (Laboratorio di Poesia) della Universidad Católica del Chile  (a Santiago de Chile) diretto dal poeta, narratore e drammaturgo, Enrique Lihn. Nel 1984 ha ottenuto la massima decorazione, la  Medaglia d’Argento, del 50 Aniversario de la Muerte del General Augusto César Sandino per la realizzazione del documentario A 50 Años Sandino Vive, Managua. Lovo è non solo una delle voci più rappresentative e informate della poesia nicaraguense (peraltro legge bene inglese, francese, italiano e portoghese), ma anche un critico e un ricercatore e documentarista della memoria contemporanea del suo paese. Per il Nicaragua e in Nicaragua non solo ha ricoperto cariche istituzionali, ma ha pure realizzato più di venti documentari sui temi della riforma e della crescita agraria. Ammiratore e amico di una figura intellettuale e poetica carismatica e altamente rappresentativa come Ernesto Cardenal, Lovo è attualmente docente ricercatore presso l’ IMLK-UPOLI (Istituto Martin Luther King, Universidad Politécnica, UPOLI di Managua), membro del Consiglio di Redazione della rivista «Cultura de Paz» e Assessore del Foro Nicaragüense della Cultura. Appartiene alla Sociedad de Escritores del Cile. Nel 2011 il Festival Internacional de Poesía di Managua gli ha reso un «Homenaje» alla carriera; e nel 2012 è stato nominato Presidente del Centro nicaraguense degli Scrittori. Fra le sue opere di poesia da segnalare Mitopoiesis, Barcelona (Es), Ed. Vosgos, 1973; e Sonatas del Poder, México D.F, Serie la Huerta, UNAM, 1979. Fra i saggi critici Soles de Eternos Días, Managua, Editorial NOS-OTROS, UPOLI, 1999.

Nel 2004 «Kamen’» pubblicò una sezione di Materiali di fisica teorica dedicata al lavoro di Sergio Serapioni sulla Meccanica del tempo. A seguito dell’investigazione del satellite Planck i primi riscontri sperimentali. Attraverso il saggio di Davide  Maino “Il sorriso dell’ ingegnere”, la sezione di Materiali dà conto di ciò. Inoltre nel decennale della morte di Giuseppe Pontiggia, un saggio di Daniela Marcheschi “Serapioni letto da Giuseppe Pontiggia” a ricordare l’amico vorace lettore anche di scienza e prefatore del volume di Serapioni.

Sergio Serapioni è nato a Milano nel 1924. Laureato in Ingegneria, ha svolto mansioni imprenditoriali in più società da lui stesso fondate. Attualmente ricopre la carica di Presidente Onorario della Società Trentina Lieviti. Si occupa di teorie fisiche da decenni  e  ha esposto tale lavoro  in una pubblicazione dal titolo La Meccanica del tempo  (Parte I -Trento, Alcione, 2003).  La  natura delle sue ricerche risiede essenzialmente nel tentativo di ridefinire le costanti fisiche fondamentali attraverso una nuova descrizione spazio-temporale. In questa  si ipotizza che l’unica vera entità esistente sia un modulo universale di uno spazio-tempo, i cui multipli, elevati a potenze successive, codificano la realtà dello spazio ordinario, delle grandezze fisiche e di tutte le forze, compresa la Forza Gravitazionale, dando così alla realtà fisica una intrinseca geometrizzazione.

Kamen’ n. 43 – Giugno 2013

 pp. 113 – € 10,00

Editrice Vicolo del Pavone

 

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2 commenti

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2 risposte a “SEGNALAZIONE. Kamen n. 43. Rivista di poesia e filosofia.

  1. Laura Canciani

    Non capisco l’utilità e la finalità della pubblicizzazione sul blog della rivista Kamen: (tranne gli interessi egolalici della redazione) – voglio dire che la pagina pubblicitaria di un prodotto ha utilità e senso se è diretta (come pubblicità) a una generalità di possibili aquirenti –

  2. Ennio Abate

    @ Canciani

    Questa è bella.
    A parte il fatto che ho segnalato Kamen già in passato (sul precedente blog “Moltinpoesia” (ad es. qui:http://moltinpoesia.blogspot.it/2012/12/segnalazione.html) o La Recherche; e segnalo anche la rivista Poliscritture, che, pur facendola io assieme ad altri amici/che, non so quale “generalità di possibili acquirenti” possa anch’essa raggiungere, a me pare che indicare delle ricerche, più o meno affini al discorso mio/nostro del blog, sia un atto minimo ( e gratuito) di cortesia e cooperazione.
    Egolalici lo siamo già un po’ tutti non sempre per vocazione ma per coazione. Costruire delle occasioni per venir fuori da tale condizione, invece di sgambettarsi o ignorarsi tra parrocchiette semiclandestine della poesia, mi pare buona cosa. S’iscrive del resto con una certa coerenza proprio nel discorso sul “fare gruppo”, cui ho accennato nel precedente commento rivolto a Linguaglossa.

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