Alberto Accorsi, T34.

T34 
Banale geniale  geometria
ricchezza  dei poveri  cristi
col  piano inclinato [1]scivola
il colpo sul terreno gelato
 
la rasputitsa [2] li infanga
ma   con le sospensioni  di Christie[3] 
il carro cammina  lo stesso
scaricando di lato la scossa.
 
 
 
[1]La corazza inclinata ( di circa il 60%) fu una delle innovazioni  principali del carro armato russo T34, uno dei mezzi  militari protagonisti della seconda guerra mondiale; diminuiva notevolmente la forza di impatto del proiettile nemico sparato orizzontalmente in quanto ne peggiorava l’angolo di penetrazione. E consentiva  un risparmio di acciaio di circa il 50%.
[2]”Rasputitsa “ è il disgelo russo che tutto riempie  di fango rendendo  gli spostamenti impossibili .Se ne accorsero anche i soldati  tedeschi durante la Unternehmen  Barbarossa.
[3]Le sospensioni Christie  furono  inventate dall’eccentrico ingegner americano Christie .Il problema del limitato spazio verticale necessario all’assorbimento degli urti venne risolto con l’aggiunta di una manovella per trasformare il movimento da verticale a orizzontale. J.Walter Christie nacque nel 1865 e iniziò a lavorare all’età di 16 anni in una fonderia. Nessun design di Walter Christie vide mai la produzione negli USA. Morì nella povertà durante il 1944 mentre la sua nuova sospensione  stava riscuotendo il più ampio successo .Nel 1930 agenti dei servizi segreti sovietici convinsero  gli americani a fornire  piani e specifiche del prototipo di carro armato Christie M1928 all’Unione Sovietica. Almeno due carri armati M1931 con le torrette rimosse furono successivamente acquistati negli Stati Uniti e inviati in U.R.S.S con  documenti falsi che li descrivevano come trattori agricoli.
Nota dell’autore sulla metrica del testo

Si  tratta   di due quartine con una netta  prevalenza di novenari  (5 su 8 versi)

Gli altri tre  sono decasillabi, il 4° il 7° e l’8° verso.

 

Figure metriche :

1°verso : rima interna ban-ale  , geni-ale  e allitterazione ge-niale  ge-ometria

3 °e 4° verso rima interna  inclinato e gelato

Il  6° verso rima con il 2 °ovvero rimano i due secondi versi delle rispettive quartine (cristi-Christie)

7° e 8 °verso si corrispondono tramite la consonanza stesso-scossa

“Lato” nell’8° verso rima internamente col precedente 4 °verso “gelato”.

 

Ritmo:

non so quanto sia influenzato dal parziale isosillabismo vista la presenza di figure ritmiche come rime interne e alliterazioni.

Se guardiamo alla composizione dei piedi ,penso prevalga il dattilico in una sequenza di tipo: atona –accentata-atona –atona-accentata atona-atona-accentata-atona.

 

Visto che il ritmo deriva  dalla   regolazione dell’ accumulo,conservazione e liberazione di energia

Si  potrebbe osservare come Il  6° verso,  decasillabo, determini  un aumento della durata del tempo di lettura con  un conseguente aumento di tensione che viene puntualmente  allentata negli ultimi due versi

I quali   anche foneticamente, tramite la consonanza, chiudono in tutti i sensi  il breve componimento.

Abbiamo quindi  una prima quartina   descrittiva(AAAA),nella seconda si  giunge, grazie alla

particella avversativa   “ma “ e l’allungamento del verso, a un climax(B),poi risolto nei due versi finali(AA).

In sintesi  una figura del genere AAAA   ABAA  .

 

 

 

 

 
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2 commenti

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2 risposte a “Alberto Accorsi, T34.

  1. emilia banfi

    OOOOH! Grazie Alberto!

  2. Sembra di entrare nell’antro di un collezionista, un hobbista, un ex orologiaio. La poesia è un oggetto minuto, una palla di vetro con neve con dentro il medellino di un’epoca. Accanto c’è il libro di storia della tecnologia, una storia reale, non critica o filosofica, ma oggettiva storia di fatti, di oscuri eroismi, di povertà e speranze, di genialità e mortificazioni. Alberto Accorsi torna alla parola dimenticata di Progresso in quest’epoca dove tutto sembra facilitato, immediato, dove tutto si può comprare, sapendo che invece di facile non c’è niente, perché anche per poter comperare spesso ti devi vendere l’anima. Quindi impara a scegliere, a distinguere ciò che è utile e importante da ciò che non conta. Senza moralismi, naturalmente.

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