Pietro Peli, In memorie.

in memoria

BIGLIETTO DI SCUSE A MARGARETH (THATCHER)

Al miglior prezzo il funerale

che non può essere di Stato:

ma non sei tu nella bara, milady.

Privatamente, personalmente

(come tu avresti desiderato)

ti abbiamo odiato come tanti

grani della ruggine che ora sarai,

signora di ferro, nemica ferrea

dei lavoratori. Perché tu hai odiato

di cuore, con l’intento e la passione,

signora ubbidiente al libero mercato.

Decliniamo l’invito

Baronessa di Kesteven,

perché tanti funerali

hai già per noi celebrato.

APPUNTI PER UN SILENZIO (ANDREOTTI)

Signor Senatore, il prezzo per noi

fu fissato nel piombo, nel T4:

non avremo palpiti

perché senza palpiti

ha tenuto in sé segreti

da devastare un paese devastato.

Il vero mistero è il silenzio

disciolto in un’ombra di riso.

Signor Presidente, la fitta rete

che ha cinto un paese:

lei era il più robusto filo;

perché non c’è segreto

da portare nella tomba:

non si nasconde il potere.

Nel mondo dell’oltre

in cui lei credeva,

cerchi nel suo brutale silenzio

abbassati gli occhi

il corpo della Repubblica

ammazzata nelle Piazze, sugli Aerei,

nelle Banche, nelle Stazioni.

9 maggio 1978 – 2013 (IMPASTATO)

Non la vittoria, l’utopia,

nessuna illusione in lascito

al domani:

dall’ultima alba

non ci ha lasciati soli.

Non ci fu silenzio

dopo il botto

dopo lo strazio del corpo.

Perché girò le spalle

solo chi si conformava

senza più crederci, forse,

a Mafiopoli.

Già troppe le teste

che aveva alzato:

la rivoluzione che marcia ridendo,

che cammina con l’impegno

di una missione

contro la corrente

di questo oggi liberale e uniforme

ha trentacinque anni.

PER SOLA  ANDATA (VIDELA)

Tu la conosci

la destinazione,

signor generale

Jorge Rafael Videla,

di quanti hanno volato

sopra l’oceano

dopo le tue torture.

Tu, non lo sentirai

il rombo del motore

prima di cadere:

non la tua voce

implorare la morte.

Sei solo stato un servo

adempiente e zelante

e perciò crudele:

crudele ti sia il nostro

disprezzo, generale

dell’Ordine del Condor.

22 maggio 2013 (DON GALLO)

Andrea,

per la strada

lasciavi l’abito del prete

perché ti bolliva il sangue:

le tue parole

per gli ultimi

non avevano più mura di chiesa.

Lascia cadere un po’ di cenere

del toscano

dall’alto del tuo cielo:

falla cadere sul capo dei padroni.

Ti sia dolce la notte,

compagno con la tonaca.

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3 commenti

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3 risposte a “Pietro Peli, In memorie.

  1. emilia banfi

    Le verità di Pietro Peli come al solito fanno accapponare la pelle. Si dice che a tutti si debba augurare di riposare in pace, il poeta non ci sta e pare che ad ognuno abbia dato un ricordo da portarsi chissà dove e chissà fino a quando.

  2. Mi sembra che Pietro Peli sappia muovere egregiamente le parole ,con taglio molto personale , riconoscibile . I politici hanno avuto ne più ne meno quello che si meritano , Don Gallo la solidarietà che gli spetta .
    leopoldo attolico –

  3. Luciano Nota

    Riconosco le buone intenzioni di Peli, ma le leggerei meglio non andando a capo.

    luciano

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