Emilia Banfi, Il respiro delle cose.

radio marelli

I

La vecchia radio stava sulla credenza
se l’accendeva  la sua voce era del legno
che la circondava, radica diceva sua madre,
se la lucidi un po’ sentirai meglio.

Non capiva perché spesso si ammutoliva,
come vecchia regina un po’ stanca,
bastava un colpetto affettuoso, s’intende,
e lei si animava , rideva, piangeva, gracchiava
senza ritegno, faceva ciò che voleva

Era finita la guerra e non c’era che voglia di casa,
di canzoni  coi fiori con rime di cuori ,
amori lungo i viali , era una vita che se anche
era tutta lavoro per la sera era là,
come il piatto di pasta, la frutta, magari la torta
era bello ascoltarla sognarla
“ Questa è la canzone da due soldi
che si canta per le strade dei sobborghi…”
A mezza notte era tutto finito silenzio
restava soltanto l’odore di un poco di cera.

II

Non si abbandona una pipa per una sigaretta
diceva stringendola nelle mani come se volesse fuggire

Non si lascia quell’odor di tabacco vagare per l’aria
e seguiva una traccia una storia forse una donna

Non la vedeva perché non vedeva ma sapeva
quanto  l’amava e così raccontava

Non finiva la sera senza quel fumo
e il sapore l’odore finiva nell’aria insieme ai suoi occhi.

III

-Il pc non va , mi hai sentito? Il pc non va!-
-E va beh, pazienza spegni e riavvia-
-Pazienza un corno! Non va!-
-Accidenti quando ti metti tu !-
-Guarda qui, bloccato sulla pubblicità’-
-Ieri l’ha usato il bambino vero?
quante volte te lo devo dire
il bambino nooo!-
-Hai sempre ragione tu!-
Lo scatto rovescia la sedia
i passi rabbiosi verso la porta

– Ehi! vieni funziona, ha ripreso!
Ah! Se non ci fossi io in questa casa!-

Un sorriso, il computer funziona.

IV

Prima non c’era
lavava i piatti con detersivo
LEMON rispetta le mani

Ma ora c’è lei la lavastoviglie
silenziosa nel buio funziona
solo il suo occhio rosso
la guarda fisso la ama
e lei ascolta il leggero fruscìo
stoviglie pentole bicchieri
sono fra le sue braccia
lavate strofinate  sciacquate

Si guarda attorno
felice smarrita svelta
passa al televisore.

V

E’ una bella rosa , rosa,
screziata , vellutata,
ma è finta, finta come
sa essere finta solo una rosa.

VI

Il mio vicino ogni tanto
spolvera l’auto con un piumino
indietreggia, la guarda
forse di notte la sogna.
Mai la parcheggia sulla via,
la ritira , la copre e poi (sono certa)
le parla, io l’ho sentito quel giorno
dirle con fare severo:
– Se ti blocchi ancora per strada
ti lascio davvero!-

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10 commenti

Archiviato in RICERCHE

10 risposte a “Emilia Banfi, Il respiro delle cose.

  1. La naturalezza del verso e dell’immagine ben si accorda ad un “respiro delle cose” che trovo godibile perché contemporaneo e insieme antico , “familiare” nel timbro quanto basta a rendercelo – appunto – familiare .
    leopoldo –

  2. GiorgioLinguaglossa

    gent.ma Emilia Banfi

    complimenti, molto godibile la prima poesia, e la terza, e in genere tutte le poesie sono leggibili e godibili.
    Mi permetto di dare un suggerimento e un incoraggiamento a Emilia Banfi la quale dovrebbe lasciare maggiore spazio alle cose, far parlare le cose, fare una raccolta dove a parlare e a animare le cose siano gli oggetti stessi: una «poetica delle cose» (e qui occorrerebbe riprendere in mano le poesie di un Govoni!), dove il rapporto uomini-cose sia rovesciato, un modo per far vedere il mondo alla rovescia. Ecco, occorrerebbe accentuare questo aspetto del «mondo alla rovescia», con accentuazione anche stilistica del «rovesciamento» e del ribaltamento del mondo ormai diventato senza più «fondamenta» su cui poggiare… siamo diventati tutti più leggeri di un tempo… è venuta a scemare la forza di gravità delle «cose» e delle parole, per cui le parole aleggiano leggere fra di noi e sopra di noi e rimbalzano da qui a là, come in un flipper degli anni sessanta, sembra che stiano anch’esse dentro la prospettiva virtuale di un pc e che non abbiano più stoffa, materia…

  3. emilia banfi

    Le parole sono i nostri pensieri e i nostri pensieri si fanno “cosa” ogni volta che lo sguardo abbandona l’idea del possesso . Grazie a Leopoldo Attolico e a Giorgio Linguaglossa per i commenti . Sono contenta che il respiro delle mie cose vi sia piaciuto, ne cercherò delle altre.

  4. Luciano Nota

    poesia limpida nella quale specchiarsi ogni giorno.

    luciano

  5. Senza nulla perdere della schiettezza del dialetto, le parole delle poesie di Emilia Banfi si fanno sempre più belle e capaci. Complimenti.

  6. Anonimo

    Grazie ancora a tutti. Emilia B.

  7. Giuseppina Di Leo

    Quel che mi colpisce di Emilia è la sua voglia di raccontare, di trasmettere agli altri ciò che intimamente possiede, e questo è credo un tratto suo caratteristico, come tutt’altro che scontato è quella maniera che ha di dire con parole semplici concetti non sempre facilmente esprimibili.
    Molti miei ricordi sono affiorati da queste poesie (con ‘vecchia radio’, ad esempio). Grazie Emilia!

  8. Anonimo

    LE IMMAGINI SFILANO VIA COME UN FILM.
    SOSTANZA E ARMONIA
    RAFFAELE

  9. emilia banfi

    Grazie Raf!

  10. Maria Maddalena Monti

    Brava Emilia,senza indulgere in sentimentalismi , hai fatto parlare con il tuo timbro attento e partecipe le cose ,rendendole vive e anche un po’ nostre.
    Maria Maddalena

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