Lucio Mayoor Tosi, Fatamorgana.

classe-multiculturale 
Quello alla sinistra di quell’altro a sinistra, quello che guarda la ragazza del suo migliore amico mentre tiene affettuosamente per mano un tipo forestiero; l’egiziano che sta a sinistra dei due ragazzi di colore, laureati imbianchini che parlano tre quattro lingue.  A sinistra il nonno, quello con il braccio sulla spalla dell’ergastolano, D’Annunzio e Marinetti assolti,  l’operaia di concetto, il prete fruttivendolo, il ministro delle molteplici passioni. Al centro la famiglia dei cinesi. E la mamma naturalmente, perché ci stanno anche i morti.
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8 commenti

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8 risposte a “Lucio Mayoor Tosi, Fatamorgana.

  1. Ringrazio Ennio per l’ospitalità. E’ una breve poesia scritta per la giornata del primo maggio, che è ormai un ricordo della festa dei lavoratori. Infatti oggi è la festa, se di festa si può parlare, dei disoccupati, degli esodati, dei precari e degli emigranti. Fatamorgana è il miraggio, qualcosa che sta tra il passato e il futuro, entrambi in posa davanti allo sguardo di un uomo che si è lasciato incantare dai sogni, per distrazione, una mattina presto.
    Penso che il modernismo non sia una novità, se mai l’ostacola. Senza novità non possano esserci le condizioni affinché si crei una serena decadenza, che è il luogo dove alcuni poeti di oggi vorrebbero riposare. E’ sempre stato così nel passaggio tra le epoche tranne, sembra, nella nostra. Ma non è detto, la storia dell’arte non fa in una giornata. Per quel che mi riguarda, e per quel nulla che conta, devo dire che da quando ho rinunciato al verso libero per liberarmi dal verso, mi sento meglio.

  2. caro Lucio.. meno male che hai dato qualche coordinata, perché altrimenti , verso o non verso, io avrei capito che ti eri lanciato in uno degli argomenti tormentoni e di distrazione delle masse come l’IMU, il testamento biologico et cetera et cetera. In pratica, senza il tuo commento, mi ero indirizzata nientepopodimenoche sul tema dello ius soli….

    ora io non vorrei perdermi in una tempesta dentro un calicetto, manco di vino, ma di semplice d’acqua ( nel frattempo saluto Ennio con simpatia), né tantomeno voglio imbaroccarmi (risaluto Ennio con piacere], e neppure voglio non compenetrarmi nel significato ultimo della tua ricerca, ma ….

    ma la coerenza sul piano della comunicazione, quello stesso su cui ti ho letto parecchie volte, ecco questa qua dove la mettiamo con questa tua liberazione?
    🙂

    io questa tua “rinuncia”, questo tuo testo, lo vedo bene a livello pittorico, non lo dico perché leggendoti hai rivelato l’esercizio anche di quest’altra arte espressiva….
    Ad esempio:
    la destra che sembra mancare nel tuo testo, nel quadro è occupata da te (a meno che tu mi sia mancino, ti vedo bene)…stai scattando questa foto fluida storica ed è già stampata fuori dalla vetrata. Lì sono tutti immobili, mentre davanti a te si muovono e sei costretto a rincorrerli. Ti soffermi a guardare l’immagine sta stampata e scrivi il testo che vuoi fotografare dipingendo.

    un caro saluto

    • Grazie rò, la precisazione sull’abbandono del verso avrei potuto risparmiarmela perché è palese alla lettura, ma è una scelta che evidenzia la differenza del linguaggio poetico rispetto ad altri, sempre ammesso che ci riesca. Spesso leggiamo poesie che sembrano tali per la brevità dei versi e i numerosi a-capo che, se ricucite, sono autentica prosa. Sul mio blog troverai altri esempi, i tuoi commenti sono sempre benvenuti.

      • Beh ma …ma Mayoor! come?… apri uno spazio tuo, e non risulta da nessuna parte? cioè se non mi viene in mente ( e così a tutti gli altri) di cliccare sulll’etichetta del tuo nome, non risulta da nessuna parte che questo pezzo è tratto dal tuo blog!!!! ….qui devo tirare le orecchie al curatore di questo sito, che si chiami Ennio o altri, non ha importanza…a meno che stia prendendo un granchio ( finito anche lui nel bicchiere delle mie tempeste), non c’è evidenza in questo post del luogo della tua sorgente…è inutile ogni analisi e ogni critica se mancano questi preliminari..peraltro nella tua fonte c’è il messaggio completo per la giusta collocazione del tema del tuo pezzo….

        voglio però vederci un lato positivo…comunque stiano le cose, fra i miei e altrui granchi, l’avvenuto è risultato un naturale e favorevole incidente per diffondere coordinate del tuo nuovo spazio, dove chiaramente venire a farti visita…

        🙂

  3. http://mayoorblog.wordpress.com/
    o cliccando sull’etichetta del mio nome. Ero un buon pubblicitario ma promuovere me stesso è altra cosa… Ennio mica se le può sognare le cose. Un abbraccio a rò.

  4. emilia banfi

    La vita stringe l’orizzonte e la realtà prende significati che diventano sempre più pesanti , e la riflessione induce a portare gli animi dentro quelle dimensioni che avevamo da tempo abbandonate. Come al solito Lucio ha fatto -CENTRO!-

  5. gabriele fratini

    Non vedo la poesia… :O

    • E’ un episodio del 2013, in due anni molte cose sono cambiate. Moltinpoesia oggi è Poliscritture, e io ho smesso con queste istantanee, anche se riconosco che furono passaggi importanti per quel che oggi mi propongo di fare. L’esperienza con Moltinpoesia è stata importantissima. Grazie, Frattini: tentavo una foto di gruppo, del tutto immaginaria, che unisse passato e presente.

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