Ennio Abate, Improvviso.

LETTA ENRICO

Commento lasciato sul sito di LE PAROLE E LE COSE

Oh, Enrico (Coto*) Letta “il giovane”
che figuron che fai
in Panopticon-Web versione!

Sorvegliaci –

(fingendo
meditabondo
anel matrimonial-cattolico
ben in vista,
d’ascoltare:
tre/quattro
secondi
al “popolo”,
90% alla voce
di Padrone
Euro-USA –

e puniscici.

De-mo-cra-ti-ca-mente.

Nota per non pensar male.

* Da Wikipedia:
Coto (… – …) è stato un principe e condottiero gallo, esponente di antichissima e influente nobiltà del popolo gallico degli Edui, tradizionali alleati dei Romani e schierati inizialmente al fianco di Cesare nelle sue campagne galliche.

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22 commenti

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22 risposte a “Ennio Abate, Improvviso.

  1. Salvatore Dell'Aquila

    A proposito della qualità degli individui funzionali alla composizione del governo della restaurazione: riguardo l’attuale ministro della cultura avevo scritto una cosetta, nel 1999, vedendolo all’opera come direttore editoriale/tagliatore di teste della Treccani (di cui conoscevo un bel po’ di collaboratori).
    La mando per contribuire alla chiarezza degli eventi.
    Salvatore Dell’Aquila

    Sparuti gruppi
    di colti miserabili
    falsi a se stessi, deboli
    enfi d’idee lodevoli
    mirate all’utile
    umidi mentori
    di modernità

    s’affannano solerti
    a proferire abbài
    (per tutti uno: Bray)
    sprezzando il fatto
    che incidentalmente
    calpestino ed affamino
    stralci d’umanità

  2. emilia banfi

    Niente accade all’improvviso in politica è tutto studiato preparato e CUCINATO! …o scusate volevo dire CUCINATI! Ora rosicchieranno ben ben quel poco di carne ancora mangiabile e l’ossa getteranno per strada ovunque lungo il nostro passaggio. Volendo si può anche ridere ma piangere mi sembra più adeguato.

  3. emilia banfi

    La fame 2013

    Strofina la lampada
    quella delle promesse dei fiori
    del pane così amaro che costa
    e il pane ci vuole ci serve
    è come l’acqua che paghi per bere

    Nulla esce solo sorrisi e pacche alle spalle
    finiranno anche i giorni e le notti
    così da povera gente che guarda la gente
    aprire i negozi a fingere oasi nella secca

    Entrare al Centro fare il solito giro
    d’estate è fresco d’inverno al caldo
    si sputa per strada la rabbia il male
    ma dentro no dentro si spende
    si spende la rabbia la voglia di fare
    di dare qualcosa che vada oltre la fame

    Non si può neanche amare se amare
    vuol dire donare.

    emilia banfi

  4. Non so cosa ci sia di poetico in questa storia di intrallazzi. Solo tu, Ennio, che sai andare nello sberleffo, potevi ricamarci qualcosa. Spero tanto che l’area lasciata vuota dai democristiani, oggi non sia altro che una piazzola larga qualche settimana appena. Presto Letta andrà in Europa, con al seguito qualcuno della sua armata Brancaleone, e lì gli spiegheranno cosa dovrà fare. Continua tu…

  5. Ennio Abate

    @ Lucio

    No, preferisco far continuare il discorso (più vasto e serio) che c’è da fare a Pietro Pagliani, di cui condivido la visione delle cose .
    Potete leggere a questo link:
    http://www.megachip.info./tematiche/beni-comuni/10180-il-premier-from-behind-e-nonno-simpson.html

    • Condivido quanto scrive Pagliani, su tutto tranne che sul giudizio che dà al M5s (che non mi sembra comunque un giudizio negativo) per il fatto che non considera la possibilità di muovere un’azione in quell’area, col risultato che il suo articolo diventa un’ennesima esortazione.. a far che?

      • Lucio, mi spieghi perché gli italiani devono essere sempre gabbati da chi è palesemente un venditore di tegami ferocemente non dalla parte che, solo apparantemente, cavalca dei vinti?

        Perché gli italiani amano così tanto chi li tradisce non dalla prima ora, ma prima ancora?
        Gli italiani dunque amano per primi la ultratragedia, addirittura pure nel caso si vesta di moda capocomico…semplicmente mostruoso. Gli italiani amano la morte trasvestita da vita. semplicmente mostruoso fin dove li hanno portati.di un dolore per il quale non esiste alcun alfabeto , nulla, neanche shakespeare e nemmeno omero.

  6. Cara rò, forse tu vedi il venditore di pentole mentre io guardo alla possibilità di creare una democrazia reale, cosa impossibile se valutiamo le forze in campo, che sono internazionali, e quindi bisogna scegliere: se sperare nell’era dell’acquario o se usare una testa d’ariete.

    • Caro Lucio, il problema prima della solita mitica speranza, è la ricostruzione di memoria senza la quale non esiste nè presente , né futuro, né tempo, né spazio. Inoltre, proprio per costruire la vera speranza (non il suo feticcio) , la rimozione di memorie aliene è preliminare. Chi non conosce stesso (sia come corpo singolo che plurale) non va da nessuna parte , era o ariete.

  7. Bene, allora chi ha buona memoria vada là dove serve, tra quegli ingenui che sono appena entrati in parlamento. Il venditore di pentole ce li ha portati e adesso per loro non sarà vita facile. Ma quanta memoria serve per capire che 100 franchi tiratori hanno concordato con Bersani/Napolitano rifiutando la candidatura di Prodi? e perché, in vista di quale progetto?
    A quelli della mia generazione l’antifascismo lo insegnavano al cambio dei pannolini, ma nel ventennio f. ti arrestavano se solo ti azzardavi a pensare, oggi puoi dire qualsiasi cosa perché, grazie ai media e alla televisione, puoi vincere sanremo ma non conti niente. La rete si sta facendo strada… certo io parlo di mezzi e non di sostanza, ma vedo che te ne servi anche tu.

    • caro Lucio, come nella conversazione di qualche post fa, si riesce a sintonizzarsi, o meglio si riesce a essere sullo stesso piano, per una speciale reciprocità o bidirezionalità dell’incapacità a comunicare. Sia io sia tu siamo in una condizione di totale e assoluta lontananza . Ciò che la compone è il diverso desiderio di ricerca e viaggio e ricostruzione delle verità sul quale infatti, se io faccio domande sui soliti mantra (vedi quello trito e ritrito della forza del web..che si vede infatti dove è finito e da chi era eterodiretto sia per le rivoluzioni arabe che per quelle nostrane), tu ma anche altri come te spostate subito il piano ad altre considerazioni.
      QUesto spostamento lo comprendo umanamente e storicamente perché dopo anni e decenni e ventenni di continui spostamenti vissuti e visti fare da altri ( compresi i farabutti che citi del pd) , si è imaparato il modello pseudo-vincente. Aver vissuto in un “sistema” che ha sempre più fatto morire un modello di vera conoscenza di se stessi , quindi di autocoscienza e di autocritica , orientato a coprire connivenze e responsabilità al cuore del “sistema”, di stato contro lo stato, non poteva che far nascere modelli “antisistema” del tutto identici, compatibili e preordinati dal sistema stesso. Trattasi nei manuali di dirtto commerciale come di cartelli sleali e occulti per simulare concorrenza in realtà inesistente. Non percorrere mai il desiderio di conoscenza e quind il piacere della ricerca delle proprie falle , colpe, fingimenti , trucchi è un dato comune alle due entità e tu come altri ne sei la prova, tuo malgrado e anche se porprio non lo vorresti visto che in altri temi e piani hai sempre tenuto a dichiarare la necessita psicoanalitica della ricerca per una maggiore consapevolezza di chi sei, da dove arrivi e dove stai andando. Purtroppo come tanti altri divisi per primo dentro se stessi, e poi quindi meglio frantumabili fuori se stessi, la frattura è stata compiuta e il desiderio di un piano (plurale) ucciso.

      • Che posso dire: conosco me stesso come realtà in mutamento e per quanto sono riuscito a scoprire grazie all’esperienza, alla psicanalisi e alla meditazione. Tutto questo ha poco a che vedere col plurale in quanto è proprio alle storture create dal plurale che ho tentato di porre rimedio. Ma a cinquant’anni l’indagine porta a dire che la mente è il prodigio ma anche il difetto, e quindi ci si prende come si è. Il mondo non l’ho fatto io, se si ripetono schemi e comportamenti, sia a favore che contro, allora la questione, per come la poni, a me sembra di tipo evolutivo. Va da se’ che le beghe politiche, che poi sarebbero tragedie nella tragedia, non sono che nodi da sciogliere. Lo spettacolo non cambia. Se credi nella crescita individuale e ti adoperi in questo senso ( e qui la poesia c’entra e come) o se credi nell’io in un sano collettivo non vedo poi queste grandi differenze tra noi.

  8. Caro Lucio, questa conversazione , forse, potrebbe essere più creativa di quella di qualchepost fa? FORSE si…”La differenza” qualitativa è forse nel passo stesso della differenza e contrapposizione da te citata. Per la prima cerchi giustamente e umanamente di contenerla, quasi ad azzerarla. Non sondiamone per ora i motivi storici, cattolici e non, delle nostre comuni radici che non devono, per essere tali, vederci (quali infatti non siamo sia tu che io) frequentatori di sacrestie, oratori o chiese. Il buonismo che si alternerebbe allo scontro, è parte del nostro dna ma sappiamo che nessuno dei due versanti ha portato molti frutti, quindi umanamente conviene dirci che non ci sono differenze quando in realtà se non ne abbiamo è per via del mosaico che cerchiamo di ricostruire con pezzi necessariamente diversi l’uno all’altro. Ciò mi permette di introdurre il secondo elemento quello più fragile, quello più bombardato , quello diventato un io diviso verso un noi altrettanto diviso. Sicuramente il monopolio culturale usa ha avuto il suo impatto, ma anche tutti gli ismi di ideologismi avvenuti qui in europa sia prima che durante (tuttora un durante e mai un dopo) l’esserne diventati una sua colonia, non solo economica, ma per prima culturale, sociale, informatica, mediatica.
    Una buona costruzione dell’io che sia tendente permamentemente a un centro autentico di un Sè senza infingimenti stile grillesco “1 vale 1”, non si contrappone maie poi mai come rifugio per un noi fallito. La pratica può aver reso molto difficile la ricongiunzione dei due elementi, volutamente incendiati e contrapposti ,seppur con impianti diversi, sia da ideologie di un tipo che di un altro e un altro ancora. . Ma ciò non impedisce di teorizzarli e praticarli al singolo io, cresciuto e desideroso di una sana individualità , che voglia vedere nuda e cruda la realtà plurale (leggi anche mosaico), senza bisogno di dover sentire valida solo quella dell’io per paura di smarrimento, vedendo quindi ogni trucco niueggiaro(leggi new age e tutte le discipline introdotte per pseudo-sollevare l’io con il mitico pensiero positivo e vari dintorni) e senza fardelli inutili di vecchi polpettoni piu che ideologici, comprese i nuovissimi ismi delle new entry logistiche e ideologizzatissime di movimenti antisistema ideati e finanziati direttamente dal sistema. L’io, così, può sembrare più nudo e più vulnerabile, ma in realtà diventa invicibile come il noi che ne a sta afianco e attorno.

  9. emilia banfi

    Io sento molto vicino odore di bombe ….spero sia solo un presentimento da pessimista. Non voletemene.

    • ciao EMilia cara, puoi illustrare meglio il collegamento di questo tuo anello o pezzo che hai inserito, all’interno della catena di trasmissione / conversazioni che si stanno svolgendo?
      la domanda non è provocatoria, ma non vorrei farci un comizio sullo stato contro lo stato.

  10. emilia banfi

    Cara Rò,
    la situazione che stiamo vivendo è grave , ho incontrato gente arrabbiatissima, disperata, malandata , che ancora però riesce a sorridere. Presumo che qualche irresponsabile possa fare dei gesti tragici , definitivi, se vuoi assurdi , la storia insegna…è chiaro la mia è paura, ma quelli che vorranno farlo e magari si stanno organizzando si chiederanno: -Se non ora quando?- Spero mai.

  11. emilia banfi

    Se poi vuoi anche un ulteriore commento riguardo il link in questione, sono completamente d’accordo con Pagliani, porta anche notizie che non conoscevo, la gente che ha idee così chiare dovrebbe candidarsi e andare in parlamento a sistemare le cose.

  12. emilia banfi

    A Rò

    Il link lo trovi in questo post alla prima risposta che Ennio Abate dà a Lucio. Ciao

    • quel testo lo avevo già letto, ma non aggiunge nulla alle cose gia sapute e risapute..inoltre lo trovo falso e tendezioso nel momento in cui dice che è imutile prendersela con l’ultimo arrivato (grillo e i suoi)…ogni volta uguale a questa si è detto c’è “ben altro”, lo ha detto anche veltroni. Ho sempre conisderato criminale politico peggiore quello della pseudosinistra rispetto al “palese” truffatore di destra. Così con la stessa coerenza NON COPRO chi si è appalesato come nuovo e che sapeva fin dall’inzio la sua funzione di ulteriore distrazione dimassa per la farsa post elettorale a cui ha partecipato piu colpevole di tutti gli altri palesemnete truffaldini da anni. Per poi venirci a dire per giunta che lui avrebbe scommesso sull’inciucio fin dall’inzio. E ti credo! a carte truccate sono capace di prevedere anch’io il finale di partita. Quindi se riavvolgi il film se non ci fosse stato un ulteriore burattino pagliaccio, con l’arte del depistaggio che arriva da lontano, a questo punto ci avrebbero almeno risparmiato di una farsa nella farsa. Avrebbero dovuto almeno faticare di più e di più per continuare a sostenere i vecchi bip2olari p2iani.
      …..
      Inoltre se dopo tutte le sconfitte e le prove raccolte nell’aver affidato il nostro destino al primo che si presenta alla prima nostra visione o lettura (es. il Pagliani di turno), ci meritiamo tutti i venditori di tegami che dal dopoguerra a oggi ci hanno fatto cornuti e mazziati.

      Stavamo parlando sul piano degli argomenti, dei temi, etc etc e si finisce sempre con la ola.

  13. Giuseppina Di Leo

    …e puniscici.
    De-mo-cra-ti-ca-mente. = SIAMO STATI TRUFFATI TUTTI !

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