Alberto Accorsi, Mercato.

fordson_ru_1924

È un dato di fatto che non ci furono

trattori in vendita
Pensate dopo aver trovato un Fordson del ‘17(1)
quello che salvò la Russia dalla fame…
ero contento.
Lo misi accanto al Landini Testa Calda (2)
fu allora che ebbi la sorpresa: il piccolo aveva perso lo sterzo
si, tranciato e finito chissà dove…
… Ah di R60 , la rivoluzione in atto, le Reggiane occupate…(3)
nemmeno l’ombra (ovviamente).

Ne aveva avuto uno il Cervi.

NOTE

* Il  titolo allude al mercatino delle pulci

1)Fordson è forma abbreviata  di Henry Ford Company & Son. Il progetto Fordson non prevedeva una struttura portante, il motore,la trasmissione e il gruppo differenziale  erano imbullonati tra loro per formare la struttura di base del trattore. Verso la seconda metà degli anni ’20  per far fronte alla forte domanda di trattori da parte dell’Unione Sovietica dopo la chiusura dovuta alla grande depressione venne riattivato anche lo stabilimento di Cork .

2)La Landini venne fondata a Fabbrico(Reggio Emilia)nel  1884.Il motore a testa calda venne applicato nel 1924  a un prototipo di 25/30 HP. Il  motore  poteva avviarsi dopo  averne scaldato dall’esterno  la testata , mio padre che era del’29 se lo ricordava  benissimo.

3) R60 sta per Reggiane 1960, il mitico frutto dell’occupazione delle  Officine Reggiane da parte delle maestranze in lotta contro 700 licenziamenti  dall’ottobre 1950  all’ottobre 1951. Papà  Cervi ne teneva un modellino sulla scrivania.

 

Annunci

7 commenti

Archiviato in RICERCHE

7 risposte a “Alberto Accorsi, Mercato.

  1. emilia banfi

    Bravo Alberto! Il reale , l’originale. Mi mancavi arrivederci spero a presto. Emy

  2. Giorgio Linguaglossa

    apprezzo particolarmente questo modo di introdursi «dentro il reale» senza fare riferimento al passepartout dell’io lirico o sliricizzato che oggi sembra in auge. Ma qui mi sembra che siamo ancora dentro un progetto letterario parallelo all’egemonia del romanzo. Un buon segnale, comunque.

  3. Apprezzo anch’io questo breve componimento di Alberto Accorsi, ma avrei gradito se le note aggiunte fossero rientrate nel testo cercando di realizzare, nella forma e nelle parole, anche un’opera d’arte poetica che si possa distinguere da altri linguaggi, anche se non necessariamente ricorrendo a lirismo. Il linguaggio narrativo è convincente, ma lo sarebbe di più se si tentassero almeno dei paradossi. Comunque complimenti per l’autonomia delle scelte stilistiche e per la scelta del tema che giunge già di per se’ inatteso. Alberto, spero di poter leggere presto altri tuoi scritti su questa via.

  4. Anonimo

    Ringrazio tutti per i vostri benevoli commenti.Mi piacerebbe riuscire a scrivere qualcosa di utile.

  5. emilia banfi

    il tuo stile e il tuo fare poesia è utile , molto utile in questi tempi, direi nuovo. Mandacene altre.

  6. Rita Simonitto

    *E’ un dato di fatto…* che questo è un bel componimento.
    Sono rimasta incerta se sostenere o meno la tesi di Mayoor circa l’integrazione delle note nel testo poetico. Però, più lo leggo, e credo vada letto più volte, più mi convinco che va bene così.
    Sogno (sogni), passato e presente si intrecciano in armonia. Si respira un’aria onirica, rarefatta che pur si appoggia ad una materia ‘dura’, come il trattore, l’esperienza bellica, la lotta delle *mitiche Reggiane*, la delusione (reale e metaforica) per il pezzo mancante…, per cui ulteriori precisazioni farebbero bene a rimanere in nota.
    In questo modo, come dice Linguaglossa, è la poesia che si introduce*dentro il reale*. Altrimenti si correrebbe il rischio che sia il ‘reale’ a
    intrudere troppo nella poesia.
    R.S.

    • Ripensandoci sono d’accordo con quanto dice, cara Rita, è la poesia che introduce il suo misterioso alone nel reale. Penso però che la poesia non tema la continuità se avanzano cose da dire, è questione di fiducia. Ne parlammo, se non ricordo male, quando Ennio postò degli scritti di Brecht. Comunque se inserita in un contesto di altre poesie simili a questa tutto s’aggiusta, tutto si fa storia. E trovo interessante che si vada nel tempo inseguendo mitologie terrene e piene di storia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...