Pietro Peli, Tre poesie per un lutto.

lutto02-angelo-bronzino

Bronzino, Giovane con libro

                                                   A G.C.

I

Non ha aspettato

una notte inutile

fradicia a finire

sul dorso affilato

di una mano

fredda sul capo

chinato.

Come corre sopra il capo

il cielo e se pare una crosta

sempre uguale, toglie un velo

dagli occhi: una fuga quanto costa?

E pare ogni granello

cada a rumore di sasso:

per altri ogni tornello del giorno

cade come la foglia prima del passo…

E se vola un pensiero

è a te che hai chiuso

gli occhi, oggi:

il cielo s’è fuso

in un sapore più nero,

nessuno

II

Senti come il vento liscia stasera

la ruggine della campana:

ultimo esce dall’amara fiera

chi parte piano e s’allontana.

III

Sconvolto

ho veduto sparirmi

come una pellicola

che sfaglia sulla fine

una vita altrui, corrermi

incontro.

Del buio

non si ha voglia

di parlare: se tradisce un ombra

è il rilievo sul rame

che inciso stride e stilla

un tormento

in punta del bulino.

Come un tumido

mattino di vento

che siringa le fessure:

che paure, credo,

non porti con sé:

solo smarrimento.

Dove si svolge una mano

dove in questo sentire

un sentiero per ritrovarsi

è un altro pensiero

che mi fa aperto lo sguardo

verso un lontano abbrunire

di carbone rinsecchito.

Se per questo è finito

il cieco sperare

il matto antico

correre per non tornare,

sia solo un velo

quello da trapassare

ed il transeunte

sia la concreta fine.

 

Annunci

4 commenti

Archiviato in RICERCHE

4 risposte a “Pietro Peli, Tre poesie per un lutto.

  1. Giuseppina Di Leo

    Se, come accade in simili frangenti, per parlare dello ‘smarrimento’ ci possono venire incontro alcuni termini di paragone perché difficile è esprimerne il significato e “del buio non si ha voglia di parlare”, l’espressione del dolore è qui incisa all’impronta con la dilatazione della percezione sensoriale, che fa dire al poeta: “E pare ogni granello / cada a rumore di sasso /…”

  2. ro

    Conoscere un altro riflesso ancora di P.P., è quasi come per il piu noto PPP scoprirlo in altre lingue e forza delle immagini e delle parole. In questa sua in particolare, così forte perché nuda di fronte alla più simbolica, perennemente istantanea alla vita, che è la morte. Mi è piaciuto molto sentire la nudità “poetica” di questo dolore nelle parole di Peli, soprattutto per il simbolo lavoro/tornello. Timbriamo un cartellino per morire, ma è una coscienza che spesso e volentieri arriva dopo, in un dopo insondabile nei morti. La seduta spiritica è possibile solo fra chi, con o senza contratto, con massima o minor precarietà, sta ancora impegnato nel suo lavoro straordinario con la vita senza ( più ) alcuna retribuzione particolare…Infatti del morto , che immagino in quelle grandi e poche cose che rimangono di lui (o di lei ogni volta), ci sono solo due iniziali. Se lui o lei potesse leggere lacrime o poesie dei vivi, cosa direbbe del dolore dei vivi? cosa racconterebbe del suo nuovo “(ri)tornello”? …potrei andare avanti ancora e ancora, solo per dire quante cose lascia la morte ai vivi, quanti morti sono dentro questo G.C. , quanti vivi sono dentro il dolore e lo smarrimento di PP, quanti possono sostenere la coscienza imprescindibile della morte nella vita senza doversene accorgersene all’ultimo di fronte a questo o quel lutto….

  3. L’ultima parola sulla morte non è ancora stata scritta. Quindi la morte in se’ è ancora ben viva se continua a farci scrivere, perché intorno e perché è davanti a noi tutti. Quanto allo stile, apprezzo questo smagrimento dei versi che scendono sulla costa sinistra, non è nuovo ma scandisce le parole e questo è d’aiuto nel clima frettoloso con cui di solito le cose oggi vengono lette.

  4. emilia banfi

    La terza poesia, con quell’uso delle cose “la punta del bulino, il rame, l’incisione, la siringa del vento, ecco l’uso delle cose per incidere nel pensiero il fatto , la morte. Il resto della poesia poi si svolge dolcemente come un volo un passaggio per ritrovarsi e lasciare la vita e le sue pene. Grazie Ennio per queste grandi poesie. Emilia Banfi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...